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21st


Feb

Andiamo in India?

Scritto da: robot_dika in Extra-borsa, Link, Novità

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Dopo che per anni i media e gli analisti hanno confermato e ribadito un incremento esponenziale del commercio tra Cina e resto del mondo, adesso, nel giro di pochi giorni si è smesso di parlare del “continente” Cina e si è iniziato a trattare con gli indiani. Il perchè di tutto questo comincia a delinearsi chiaramente e a prendere forma un’idea che forse era nell’aria da sempre. Da molto tempo la maggior parte delle industrie multinazionali hanno adottato forme di partnership con aziende cinesi in grado di occuparsi della totalità della produzione. Le industrie cinesi possono permettersi di lavorare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno senza il rischio di sciopero (che ricordiamo essere una parola bandita dai sistemi di comunicazione autoctona), e senza grossi investimenti nella manodopera (30 dollari al mese per ogni dipendente). Con questi ritmi sarebbe un peccato produrre solo per un’azienda e ecco che nascono quindi i mercati paralleli degli articoli prodotti ovviamente non autentici. Si è stimato che il mercato delle grandi firme conta oltre 60 milioni di prodotti falsi. Ma allora perchè siamo andati li a produrre? Dopo essersi ingolositi del prezzo per la produzione di un prodotto, le grandi multinazionali si sono insediate in Cina senza fare i conti con i possibili mercati dei falsi che ricordo essere legali in Cina che adesso conta diversi centri commerciali giganti dedicati proprio a questo tipo di offerta. Se la lista delle aziende insediate in Cina è lunghissima, è altrettanto lunga la lista delle aziende che ritornano. La Cina possiede 1 miliardo e 300 milioni di persone poverissime totalmente controllate dallo stato più una piccolissima percentuale di SUPER RICCHI che si possono permettere di tutto. Siccome a differenza degli altri stati in cui vige la silenziosa regola che afferma che chi dediete il potere finanziario detiene anche il potere politico, in Cina lo stato è l’unico sovrano ed è in grado di annullare la ricchezza di qualsiasi riccone ed è per questo che la maggior parte di questi super ricchi possiedono la cittadinanza americana. Un’altro aspetto che prelude un possibile buco nero è il fatto che la stragrande maggioranza degli investimenti borsistici avvengono nelle immediate vicinanze ma mai in Cina e questo non è proprio un buon segno. Da questi punti ha preso luce l’idea di andare via dalla Cina e tentare con l’India che ha come vantaggio il fatto di parlare la nostra lingua (l’inglese) e non una lingua per la quale è necessario un interprete, è in una posizione strategica in grado di comunicare velocemente con l’Africa, con l’Asia e con l’Oceania, possiede un elevatissimo numero di persone laureate. Un punto a sfavore gioca il gigante sistema burocratico, ma per gli italiani non sarà un grosso scoglio da superare considerata la burocrazia italiana in grado di ostacolare tutto e tutti. Fiat e Piaggio sono gli li e tra poco vedremo moltissimi altri grossi investitori in grado di potenziare l’economia di questo stato con più di 1 milardo di persone da sfamare. Per qualche dato in più consiglio di leggere l’articolo redatto da Panorama.

21st


Feb

I fiori continuano a profumare

Scritto da: robot_dika in Extra-borsa, Novità, Titoli HOT

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La famiglia di fratelli pugliesi continuano a rendere profumata piazza affari con le loro strategiche mosse finanziarie. Il gruppo Ciccolella spa ha in mente grandi svolte nella crescita dell’azienda che è diventata in poco tempo il più grande giardino del mediterraneo come è scritto nell slogan del loro sito internet. Per entrare in Borsa, il gruppo Ciccolella ha fatto una mossa molto interessante che raramente si vede a Piazza Affari ovvero nel marzo del 2006 ha rilevato il 72,84% di Coats Cucirini che era una società quotata alla Borsa Italiana cambiando denominazione in Ciccolella s.p.a. dopo pochi giorni, e sono bastati pochi mesi per concludere l’offerta pubblica di acquisto obbligatorio della totalità dell’azienda. L’azienda pugliese produce fiori e da quando ha acquistato il 100% di Zurel Group si è identificata come azienda hot d’Europa. Il titolo è in continua crescita così come l’azienda e gli analisti l’hanno etichettato come titolo “compra” e infatti il 19 Febbraio è stato ancora congelato per eccesso di rialzo. Questo rialzo è con molta probabilità dovuto al comunicato reso noto il 15 Febbraio con il quale si stabilisce che il consiglio di amministrazione ha approvato un piano di modalità di integrazione florovivaistiche della famiglia Ciccolella nella società. L’assemblea degli azionisti dovrà deliberare uno strategico aumento del capitale che verrà sostenuto dal controllante Gruppo Ciccolella Srl attraverso un conferimento delle propria partecipata al 100% Ciccolella Holding SpA nella società quotata. Dopo questa operazione finanziaria la società stima che, all’atto del conferimento, il patrimonio netto di Ciccolella Holding SpA raggiungerà circa 196 mln di euro.

19th


Feb

Adsense, perchè riduzione ricavi?

Scritto da: robot_dika in Extra-borsa, Titoli HOT, Titoli Stabili

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Dopo aver sfondato il muro dei 500 dollari per azione, il titolo Google si è adagiato intorno ai 470 dollari. In ogni caso Citigroup ha affermato che il titolo potrebbe ancora crescere anche al di sopra di quello che si aspettano molti investitori, e quindi la propria idea è etichettata con la parola “buy” ovvero “compra” ma alcuni analisti sostengono che se il titolo dovesse chiudere sotto i 452 dollari si potrebbe vedere un scivolone di Google fino a 429,5 dollari per azione. Google oltre che alla borsa deve pensare agli analisti che gli hanno dato fiducia dopo le previsioni di crescita dei ricavi dell’azienda e se non dovesse raggiungere tali risultati, il titolo potrebbe crollare velocemente. La Banc of America si è detta fiduciosa nei confronti del titolo del più grande motore di ricerca al mondo e spera in una crescita sostanziale dell’azienda sia nei confronti di internet che nelle altre aziende controllate come ad esempio l’azienda che porta avanti il progetto della realizzazione di un’auto sportiva totalmente elettrica che ha già avuto acquisti dal mondo di Hollywood.

19th


Feb

Il mistero della salita

Scritto da: robot_dika in Extra-borsa, Novità, Titoli HOT

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Il titolo del post parla chiaro..nessuno sa perchè il titolo di Olidata spa stia crescendo così tanto negli ultimi giorni, sta registrando rialzi record con +12% e ha dovuto anche subire una sospensione per eccesso di rialzo. Ma cosa ha spinto questa ripresa? Non si sa, e non lo sanno nemmeno in consiglio di amministrazione tantè che il 16 Febbraio 2007 hanno pubblicato sul loro sito internet un comunicato stampa che conferma che la società non è a conoscenza di eventi o innovazioni particolari che possano aver messo in luce il titolo tra i migliori della seduta. Nel comunicato viene confermato un calo di produttività nell’ultimo trimestre del 2006 già evidenziato nel terzo trimestre causati da una dose di investimenti che porterebbero Olidata ad un più alto livello di commercializzazione europea. Oltre alla espansione in Europa, Olidata conferma la fase di progettazione e commercializzazione di un nuovo prodotto dedicato all’ambiente domestico con estensione IP/TV. Ricordiamo che Olidata dopo la sua fondazione avvenuta nel 1982, è diventata in circa 20 anni il leader italiano nella produzione di computer grazie anche al lancio del Build to Order che consiste nell’acquisto di un PC in base alle proprie esigenze, iniziativa unica in Italia al momento del boom dei personal computer.

17th


Feb

Risanamento FIAT

Scritto da: robot_dika in Extra-borsa, Novità, Titoli HOT

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Sono mesi che se ne parla, e sono anni che lo si sperava..ma adesso la ripresa FIAT è una realtà che verrà scritta sui manuali e libri di economia come la pillola per curare un’azienda malata da anni. La FIAT è sempre stata un’ottima azienda ma poi i dirigenti si sono messi a fare i finanzieri e hanno smesso di pensare al settore per il quale l’azienda era diventata importante e famosa nel mondo, così facendo come per magia il settore auto è caduto a picco portandosi dietro debiti su debiti. La pillola è arrivata con Sergio Marchionne che da subito si è reso conto che un’azienda deve produrre quello che è in grado di produrre, anche se nell’ultimo periodo l’azienda non sapeva nemmeno cosa poteva produrre e rimaneva a galla giocando con alcune manovre finanziarie della propria rete aziendale. Marchionne ha iniziato a vedere il settore auto come l’unico “mezzo” per il risanamento FIAT e da li ha iniziato a la cura che poi si è portata a risanare l’ambiente dei lavoratori delle catene di montaggio, delle mense e dei bagni e chiaramente non poteva mancare un risanamento del marketing del brand. La ripresa FIAT è iniziata e con i dati di vendite di gennaio il titolo continua la sua scalata sfondando i 18 euro per azione, ma siamo convinti che con l’arrivo della nuova fiat Bravo e con le nuove immatricolazioni in Europa e in Italia il titolo possa raggiungere tranquillamente i 20 euro soprattutto quando verranno mostrati i dati del trimestrale.