La Bce guidata da Mario Draghi, infatti, ha abbassato il costo del denaro di riferimento portandolo dall’1% allo 0,75% con una riduzione pari, quindi, a 25 punti base.
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In Inghilterra, invece, la Boe ha reso noto da un lato d’aver lasciato invariato il costo del denaro di riferimento allo 0,50%, ma nello stesso tempo ha incrementato di 50 miliardi di sterline, portandolo a complessivi 375 miliardi, il piano di quantitative easing in risposta a quello che è il trend dell’economia poco favorevole unitamente alle tensioni finanziarie nell’area della moneta unica.
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Intanto la mossa della Bce, come sopra accennato ampiamente attesa dal mercato, non sembra aver oggi generato effetti positivi sugli spread dei Paesi periferici dell’Eurozona. Rispetto al Bund, infatti, attualmente lo spread dei titoli decennali spagnoli è in rialzo a 503 punti mentre lo spread Btp-Bund è sostanzialmente invariato in area 430 rispetto alla chiusura di ieri.
