
Altra giornata col segno meno quella di mercoledì, che ha visto Piazza Affari concludere con numeri come non si vedeva da due mesi a questa parte,
il Ftse Mib ha infatti chiuso a quota 17926 punti, in ribasso del 2,16%. Causa principale della giornata nera di ieri sono stati i
dati riguardanti le scorte di petrolio giunti ieri dagli Stati Uniti, uniti alle nuove stime del Fondo Monetario Internazionale che ha
abbassato dello 0,7% le stime sul Pil italiano per il 2009.
L’All Share ha segnato -1,93% a 18660 punti, a Francoforte il Dax ha ceduto lo 0,56%, a Parigi il Cac40 l’1,27%, a Londra il Ftse l’1,12%.
Il petrolio ha mantenuto un prezzo inferiore ai 62 dollari e di rimbalzo i titoli del settore oil hanno fatto segnare notevoli perdite, Tenaris -4,06%, Saipem -2,39%, Eni -0,69%, Erg -0,16% e Saras -2,24%.
L’altro settore che in questo momento paga più di tutti rimane sicuramente quello bancario, anche ieri si sono registrate forti perdite: Unicredit -4,13%, Intesa San Paolo -3,72%, Banco Popolare -5,01% e Popolare Milano -4.52%.
Da segnalare tra le blue chips il recupero nel finale di Impregilo, che ha guadagnato l’1,89% grazie alla vittoria alle buste per la gara sull’espansione nel canale di Panama, che si è aggiudicato con l’offerta da 3,12 miliardi di euro presentata in collaborazione con Sacyr.
Articolo scritto da: Alessandro Bombardieri giovedì 09 luglio, 2009 alle: 09:04
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