
In queste settimane si è tornato prepotentemente a parlare di nucleare. Gli investimenti in questo settore negli anni sono stati molti e cresceranno in quelli a venire. Ad agosto scorso,
Van Eck ha lanciato il Van Eck Market Vectors Nuclear Energy, un fondo che intende replicare l’andamento del DAXglobal Nuclear Energy, calcolato dalla Borsa tedesca. Composto da 38 società, quest’indice è legato al business dell’energia atomica, ha una commissione annua dello 0,65% ed è formato per il 50% da titoli minerari di società che si occupano dell’estrazione e della lavorazione dell’uranio (la materia prima alla base del processo) e per il 32% da aziende che contribuiscono alla realizzazione e alla gestione degli impianti e alla loro manutenzione. In termini geografici, il fondo ha una notevole esposizione al Giappone (43%) e al Canada (27%). Peso minore hanno l’Australia, il Sudafrica e l’Italia, rappresentata dalla Impregilo.
I dati che riguardano l’indice DAXglobal Nuclear Energy sono stati fino a un certo punto positivi. Nel corso degli ultimi cinque anni è salito del 136%, al netto del reinvestimento dei dividendi e dell’effetto valuta, contro il 56% del S&P Global Utilities. Nel corso della prima metà del 2007 ha invece subito una battuta d’arresto, facendo segnare un segno negativo del 17% (quando quello delle utilities si era invece fermato al -4%). Sulle performance negative di quel periodo hanno sicuramente pesato i due incidenti (fortunatamente di poco conto) avvenuti in Germania a giugno 2007 e la decisione di vendere i titoli più rischiosi e che negli ultimi anni avevano fatto registrare i record più significativi da parte degli investitori internazionali.
Oggi il dibattito tra favorevoli e contrari è tornato in auge. In questo senso è significativa l’azione del nuovo governo italiano che spinge nella direzione dell’apertura di nuove centrali, spinta ancor più significativa se si considera la crisi dovuta al petrolio e alla necessità della ricerca di nuove risorse energetiche. Investire nell’atomo potrebbe dare oggi ottimi risultati se osservati nell’orizzonte del medio/lungo periodo.
Antonio Consoli
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