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16th


Feb

Caso Alitalia

Scritto da: robot_dika in Extra-borsa, Novità, Titoli Down

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Tra poco verremo a sapere in che modo Alitalia dovrà virare per poter continuare a decollare, una frase un po’ contorta, ma è anche contorto il modo con cui un possibile acquirente dovrebbe comprare la compagnia aerea italiana. I debidi di Alitalia sfiorano i 380 milioni di euro che dovrebbero essere sostenuti da colui che riuscisse ad acquistarla. Un possibile acquirente potrebbe puntare sul numero di passeggeri annui che ormai supera i 28 milioni l’anno con un incremento di circa il 7% rispetto all’anno precedente, troppo pochi se si considerano gli oltre 20 mila dipendenti tra cui il più pagato amministratore delegato di una compagnia aerea del mondo (Cimoli) che per dimettersi ha chiesto svariati milioni di euro di buona uscita. Per cosa? Ma è chiaro…per essere riuscito a perdere 51 mila euro all’ora! Un jakpot non da poco..fatto sta che per ogni ora che passa, Alitalia perde..ma con questi numeri chi avrà intenzione di comprarla? Una soluzione potrebbe essere quella di frammentarla in più pezzi come Alitalia servizi, Alitalia Cargo, Alitalia express che a mio avviso è l’unico modo per non smantellarla. Che ne dite? In ogni caso c’è grande attesa per la prima assemblea (convocata per il 22 febbraio) e per la seconda (il 28 febbraio) utili per nominare il nuovo consiglio di amministrazione (guidato per il 49,9% dal Ministero del tesoro) in grado di chiudere il bilancio 2006 con conti in rosso per 380 milioni. Intanto per i 5 pretendenti all’azienda si presentano tempi difficili fino a metà aprile e durante questo lasso di tempo il Tesoro valuterà i piani di interesse proposti. I 5 investitori sono conosciuti e possiamo anche sapere chi sono: Ap Holding (di proprietà del presidente di AirOne Carlo Toto ombreggiato da Banca Intesa); il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti, Management & Capitali, Cerberus European Investments, Elq Investors e Lefinalc; Unicredit Banca Mobiliare, ovvero la banca di investimento del gruppo capitanato da Alessandro Profumo, e i fondi Texas Pacific Group Europe e MatlinPatterson. In queste due assemblee verrà anche dimesso l’amministratore delegato Cimoli.

16th


Feb

Dal colore al lusso

Scritto da: admin in Extra-borsa, Novità, Titoli HOT, Titoli Stabili

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Le news sul sito internet www.boero.it hanno subito un aggiornamento fino al 12.06.2006 e questo non è un buon segno per una azienda del calibro di Gruppo Boero. Su un sito così autorevole, quotato in borsa, un investitore si aspetta di trovare notizie super aggiornate sia per annunciare nuove strategie finaziarie sia per annunciare nuovi appalti considerato anche l’alto numero di brand gestiti dall’azienda. Sempre più spesso affermiamo che il sito internet di una azienda quotata in borsa deve essere un vero e proprio punto di riferimento per l’investitore e lo speculatore. E’ un peccato arrivare sul sito di un’azienda e trovare contenuti poco aggiornati e siti internet poco curati. Sul sito della holding invece il discorso cambia leggermente (www.boerobartolomeo.it), si possono trovare alcune informazioni finanziarie più aggiornate più un calendario eventi, anche se alcune pagine non si aprono correttamente e risulta difficile la navigabilità, troppo poco per un’azienda quotata in borsa dal 1982. In ogni caso oggi il titolo in borsa sta avendo una buona impennata così come tutto il mese di febbraio. Il titolo a nostro avviso è interessante per un investimento a medio-lungo termine anche perchè l’azienda ha voglia di ingrandirsi ulteriormente grazie anche agli acquisti molto strategici che il Gruppo Boero ci ha abituato a vedere. L’azienda è solidissima e in continua crescita che porta il marchio made in Italy in tutto il mondo e noi tutti siamo pronti a dargli fiducia.

11th


Feb

Wikipedia

Scritto da: admin in Extra-borsa

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250.000 dollari in 20 giorni è troppo poco per mantenere in vita un’organizzazione no-profit come quella di Wikipedia. L’enciclopedia virtuale che ha dichiarato l’intenzione di sostituirsi agli attuali motori di ricerca non ce la fa più e le risorse che ha possono durare anche meno di 4 mesi. Sono convinto che nessuno abbia l’intenzione di far chiudere una bomba di denaro così importante. Con l’incremento degli introiti pubblicitari, wikipedia potrebbe diventare un vero e proprio punto di riferimento del sapere mondiale. Wikipedia ha in mano la comunicazione ed il sapere e nessun business man potrà solo pensare che non possa essere un buon investimento. Sono convinto che non chiuderà come molti pensano, anzi verrà venduta a svariati miliardi di dollari.