Successo dei nuovi Btp Italia solo tra gli istituzionali

di Carlo Valuta Commenta

Il Ministero del Tesoro ha sottoscritto più di 293 contratti, per un valore pari a circa 3 milioni di euro, a fronte di richieste anche più alte di questa cifra.

A circa una settimana dal collocamento dei nuovi Btp Italia è possibile tirare le somme di questa nuova iniziativa del Ministero del Tesoro in merito ai titoli di stato. Si è trattato in realtà del decimo collocamento di questa tipologia di titolo a partire dalla sua comparsa nel novero dei prodotti di risparmio, ma questa volta l’accoglienza dei risparmiatori sembra essere stata più fredda del solito. 

Le statistiche e i numeri relativi al collocamento hanno infatti dimostrato che questa volta sono state maggiori le simpatie da parte degli investitori istituzionali e minori quelle da parte dei risparmiatori privati.

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Il titolo indicizzato all’inflazione italiana con scadenza ad otto anni e tasso cedolare reale pari allo 0.35 per cento è stato collocato per un totale di 5.2 miliardi di euro. Nei due giorni dedicati al’ acquisto dei nuovi Btp Italia da parte degli investitori retail, dal 17 al 19 ottobre 2016, sono stati conclusi un totale di 3.119 mila contratti, per un valore totale pari a oltre 2.219 milioni di euro.

Nuovi BTP Italia: quali prospettive?

La seconda fase del collocamento, invece, quella che si è tenuta nella giornata del 20 ottobre, aperta e conclusa con successo, è stata dedicata agli investitori istituzionali. Questa ha portato il Ministero del Tesoro alla sottoscrizione di 293 contratti, per un valore pari a circa 3 milioni di euro, a fronte di richieste anche più alte di questa cifra. Circa 3.321 milioni di euro. Il coefficiente di riparto è stato quindi uguale al 90.3 per cento.

Questi numeri hanno quindi dimostrato una inversione di tendenza rispetto alle normali dinamiche del collocamento di questi titoli indicizzati all’inflazione, durante i quali ai risparmiatori privati è sempre andata la quota maggiore. La raccolta precedente aveva fornito al Ministero del Tesoro quasi 8 miliardi di euro, ben al di sopra della cifra attuale, anche se per quella serie era stato previsto un tasso cedolare reale pari allo 0.4 per cento, leggermente superiore a quello offerto con questa ultima edizione. Quella ancora precedente aveva incassato un totale di 9.4 milioni di euro.

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