
L’indice è “price weighted“(visto in questo post), significa che il valore dei titoli che lo compongono è calcolato sulla base del loro prezzo di mercato, e non anche in funzione della capitalizzazione, ovvero del peso relativo alle società a cui, tali titoli, appartengono.
Il Dow Jones ha però, nel tempo, perso parte della sua importanza. E’ infatti calcolato soppesando l’andamento di un portafoglio composto da sole 30 tra le maggiori aziende degli USA. Questo ha portato al fatto che, con l’aumento delle società capitalizzate in borsa, l’indice non riuscisse più a rispecchiare la realtà dell’intero listino azionario statunitense.
Le società che compongono il portafoglio del Dow Jones sono, tra le altre: American Express, Bank of America, Coca-Cola, Citigroup, Exxon, General Motors, Hewlett-Packard, Intel, IBM, McDonald e Walt Disney.
Per calcolare il valore del Dow Jones si applica una semplice formula matematica, che somma i prezzi delle varie azioni in portafoglio e li divide per il “Divisore Dow”.
Questo divisore Dow viene adeguato in maniera tale da tenere conto della composizione delle azioni, di eventuali fusioni, scissioni, aumenti o diminuzioni di capitale, ecc.
Attualmente il divisore Dow è addirittura inferiore a 1, che comporta che il valore dell’indice Dow sia maggiore rispetto alla somma dei prezzi delle azioni in portafoglio.
Gijino















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