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La visione di EUROTECH

Scritto da: robot_dika in Extra-borsa, Link, Titoli Down il 12th settembre

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Discreta la perfomance di oggi di EUROTECH che sfiora i 7,8 euro per azione anche se difficilmente ritonerà ai livelli toccati a metà Luglio quando si toccarono i 9,36 euro per azione. Purtroppo per il titolo di EUROTECH siamo nella fase discendente e servirebbe un’altra buona notizia per riportare il titolo ai livelli di luglio e aprile quando l’azienda annunciò importanti piani di crescita con Finmeccanica e con la marina americana. In ogni caso il primo trimestrale dell’anno in corso propone ricavi per 35,45 milioni di euro che si traduce in un ottimo +50% sull’anno precedente.
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Gruppo Dada

Scritto da: robot_dika in Extra-borsa, Link, Novità, Titoli HOT, Titoli Stabili il 23rd febbraio

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Alla domanda come cambierà la rete internet in Italia, il presidente di Dada Paolo Berberis potrebbe affermare che lo deciderà la lui e proprio ieri il Gruppo Dada ha annunciato di aver concluso le trattative per acquistare il 30% di E-box srl titolare di BLOGO che è uno dei network di blog verticali più visitati in Italia per uno sborso di 720 mila euro. Il titolo DADA (di Firenze) che fa parte del gruppo RCS Corriere della Sera per il 43% nel giro di due anni è salito di oltre 10 euro per azione grazie anche ai continui investimenti in giro per il mondo dalla Spagna all’America. La strategia adottata da Dada consiste nel rendere l’utente il vero creatore della rete, l’utente quindi è diventato parte attiva nella costruzione di un sito e dei suoi contenuti, non è più un lettore passivo di notizie e articoli che gli vengono passati dagli editori. La sezione più gettonata oltre ai video e al blog è decisamente quella degli incontri al buio che sta spopolando in America e in tutta Europa che ha permesso una crescita sostanziale dell’azienda che conta ormai qualche milione di utente registrato ma anche il gruppo di register.it che in pochi anni è diventato il leader indiscusso per la registrazione di domini in Italia. Tutti si aspettano una crescita sostanziale del titolo grazie alle nuove intese sia nel territorio italiano sia nel resto del mondo..internet non ha confini.

Andiamo in India?

Scritto da: robot_dika in Extra-borsa, Link, Novità il 21st febbraio

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Dopo che per anni i media e gli analisti hanno confermato e ribadito un incremento esponenziale del commercio tra Cina e resto del mondo, adesso, nel giro di pochi giorni si è smesso di parlare del “continente” Cina e si è iniziato a trattare con gli indiani. Il perchè di tutto questo comincia a delinearsi chiaramente e a prendere forma un’idea che forse era nell’aria da sempre. Da molto tempo la maggior parte delle industrie multinazionali hanno adottato forme di partnership con aziende cinesi in grado di occuparsi della totalità della produzione. Le industrie cinesi possono permettersi di lavorare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno senza il rischio di sciopero (che ricordiamo essere una parola bandita dai sistemi di comunicazione autoctona), e senza grossi investimenti nella manodopera (30 dollari al mese per ogni dipendente). Con questi ritmi sarebbe un peccato produrre solo per un’azienda e ecco che nascono quindi i mercati paralleli degli articoli prodotti ovviamente non autentici. Si è stimato che il mercato delle grandi firme conta oltre 60 milioni di prodotti falsi. Ma allora perchè siamo andati li a produrre? Dopo essersi ingolositi del prezzo per la produzione di un prodotto, le grandi multinazionali si sono insediate in Cina senza fare i conti con i possibili mercati dei falsi che ricordo essere legali in Cina che adesso conta diversi centri commerciali giganti dedicati proprio a questo tipo di offerta. Se la lista delle aziende insediate in Cina è lunghissima, è altrettanto lunga la lista delle aziende che ritornano. La Cina possiede 1 miliardo e 300 milioni di persone poverissime totalmente controllate dallo stato più una piccolissima percentuale di SUPER RICCHI che si possono permettere di tutto. Siccome a differenza degli altri stati in cui vige la silenziosa regola che afferma che chi dediete il potere finanziario detiene anche il potere politico, in Cina lo stato è l’unico sovrano ed è in grado di annullare la ricchezza di qualsiasi riccone ed è per questo che la maggior parte di questi super ricchi possiedono la cittadinanza americana. Un’altro aspetto che prelude un possibile buco nero è il fatto che la stragrande maggioranza degli investimenti borsistici avvengono nelle immediate vicinanze ma mai in Cina e questo non è proprio un buon segno. Da questi punti ha preso luce l’idea di andare via dalla Cina e tentare con l’India che ha come vantaggio il fatto di parlare la nostra lingua (l’inglese) e non una lingua per la quale è necessario un interprete, è in una posizione strategica in grado di comunicare velocemente con l’Africa, con l’Asia e con l’Oceania, possiede un elevatissimo numero di persone laureate. Un punto a sfavore gioca il gigante sistema burocratico, ma per gli italiani non sarà un grosso scoglio da superare considerata la burocrazia italiana in grado di ostacolare tutto e tutti. Fiat e Piaggio sono gli li e tra poco vedremo moltissimi altri grossi investitori in grado di potenziare l’economia di questo stato con più di 1 milardo di persone da sfamare. Per qualche dato in più consiglio di leggere l’articolo redatto da Panorama.