Banca Popolare di Bari, notizie positive dal Cda: approvato il bilancio 2017

di Gianni Puglisi Commenta

Arrivano buone notizie dall’uovo di Pasqua per la Banca Popolare di Bari: infatti, il Consiglio di Amministrazione ha garantito l’approvazione al progetto di bilancio 2017. Un esercizio, quello da poco concluso, che ha visto come attività principale il perseguimento di vari obiettivi a livello industriale, con l’intento di rafforzare sempre di più le sinergie di Gruppo.

L’esercizio 2017 è stato affrontato con delle linee guida che hanno inevitabilmente risentito della vicenda legata alla trasformazione delle banche in cooperative a seguito della legge di riforma. Di conseguenza, il Gruppo pugliese ha cercato di migliorare la gestione, con un occhio particolarmente attento anche al rafforzamento dei vari indici patrimoniali, senza dimenticare ovviamente la posizione di liquidità.

L’attenzione è andata soprattutto sui dati consolidati, con un attivo totale che ha fatto registrato un netto aumento pari al 6,1% rispetto al bilancio del 2016. Anche la raccolta complessiva ha seguito lo stesso trend, attestandosi intorno a 14,9 miliardi di euro, con un incremento pari al 10,2%. In aumento la componente diretta, che ha registrato un balzo del 14,7% toccando quota 10,8 miliardi di euro. Situazione più stabile per la componente indiretta che, al contrario, è rimasta sui livelli dell’anno precedente, intorno ai 4 milioni di euro.

Mantiene una certa stabilità e solidità anche la posizione di liquidità. Infatti, i due indicatori Nsfr e Lcr sono stati registrati intorno, rispettivamente, al 190% e al 111%. Entrambi, quindi, entro la soglia del limite regolamentare pari al 100%. L’analisi dei dati reddituali, invece, ha fatto emergere una diminuzione del margine di intermediazione, che si è abbassato fino a toccare i 399 milioni di euro. Una contrazione pari all’1,4%, che è stata di fatto condizionata da un ridotto livello dei tassi di interesse, mentre sono aumentate esponenzialmente le commissioni nette (+12%). In ribasso, invece, i costi operativi, che hanno subito un calo del 6,3%.

 

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