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Starbucks è la catena a stelle e strisce del caffé. I suoi coffee shop sono diffusi un po’ ovunque in territorio americano, ma non navigano di certo in buone acque. Tempo fa, l’azienda ebbe l’idea di associare la musica (e la vendita di file mp3 presso i suoi store) al caffé. L’idea, però, non ebbe l’affermazione schiacciante che i manager americani si attendevano.
Ieri, dopo aver annunciato il taglio di 600 punti vendita e 12000 occupati, il titolo – quotato nel Nasdaq – ha respirato aria fresca con un rialzo dell’1,26%, restando comunque al di sotto dei massimi dell’avvio e dei livelli fatti segnare nel pre-market. In un anno, Starbucks, registra perdite pari al 40,09%, poco più della metà nella performance a 6 mesi.
La chiusura degli store rientra nel piano generale di trasformazione della compagnia. La chiusura dei 600 punti vendita che facevano segnare le perdite maggiori avverrà entro il 2009 e in ogni caso dipenderà dagli accordi presi precedentemente con terze parti.
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Le Blue Chips è un termine molto comune nel mondo borsistico che indica le aziende ad alta capitalizzazione azionaria. L’origine di questo nome è legato al gioco d’azzardo, in particolare al poker, dove la blue chip è la fiche con il valore più alto. Gli indici di borsa più popolari (S&P/Mib, Dow Jones EURO STOXX 50, l’S&P 500, etc.) hanno delle blue chips come componenti principali.
Tra i titoli più caldi di questa settimana troviamo Goldman Sachs, Altria e Wal-Mart. Per quanto riguarda una della case d’investimenti più note del pianeta, il titolo è cresciuto ulteriormente e si è piazzato a quota 183, 31 dollari, rafforzamento dovuto all’ultima trimestrale. Altria è la holding che controlla la Philip Morris, primo produttore al mondo di sigarette.
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L’acquisto di Telecom da parte di Telefonica era più che prevedibile, era nell’aria da molto tempo e più volte abbiamo parlato su questo blog delle possibili trattative di vendita. La cosa che faceva pensare ad un possibile acquisto era il fatto che il gruppo spagnolo Telefonica si troverà a breve con un grande capitale da investire per via della vendita della olandese Endemol che con molta probabilità verrà acquistata dal gruppo Mediaset ed anche per questo motivo che la società di Berlusconi non era molto interessata all’acquisto di Telecom anche se poteva sviare la legge sul conflitto d’interessi attraverso Banca Mediolanum.
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L’asse della borsa moderna si è decisamente spostato a oriente, se prima era l’America che faceva tremare tutta la borsa mondiale e chiaramente anche quella del Vecchio Continente, ora a spaventare è il mercato orientale legato alla Cina, al Giappone all’India. Settimana scorsa una perdita di 9 punti percentuali alla borsa di Shangai ha trasferito il proprio pessimismo anche alle borse occidentali facendo perdere svariati miliardi di euro, oggi invece è stata la volta del Giappone che a Tokio si sono registrate perdite per 3,34 punti percentuali casate dalle eccessive preoccupazioni del mercato globale e il rafforzamento dello yen. In ogni caso anche la borsa cinese ha continuato anche questa settimana con una linea calante perdendo 1,6 punti percentuali.
Il prezzo del greggio ha mantenuto la linea discendente e si pensa che questo sia causato anche dalle trattative per le concessioni in Iraq che sono in tremendo ritardo sulla tabella di marcia. L’America entrando in Iraq 5 anni sperava di concludere l’occupazione dopo pochi giorni riuscendo così a concludere importanti affari petroliferi, invece dopo 5 anni, non è ancora riuscita a entrare nel mercato, e proprio in questi giorni il parlamento iraqeno si è riunito per decidere le sorti degli attuali pozzi petroliferi ormai vecchi 25 anni che dovrebbero rimanere in mano al governo centrale dividendo però gli utili in tutti le regioni dell’Iraq in base alla percentuale degli abitanti. Questo dovrebbe in qualche maniera placare gli animi dei sunniti in continua rivoluzione contro il governo e le armate statunitensi.
Il governo sta anche pensando di concedere nuove concessioni di estrazione alle compagnie straniere che andranno ad incrementare la produzione di petrolio di cui l’Iraq è ricco e che ora è in una fase di sotto produzione causata dalla guerra ma anche da continui furti sulle linee di distribuzione.Se questa trovata dovrebbe garantire una possibile linea di pace, molti si chiedono come mai non sia stata trovata una soluzione prima in modo da evitare continui attacchi da parte degli integralisti sunniti.

Da Piazza Affari arrivano ancora brutte notizie e sembra proprio che questa settimana si mantenga su questi livelli. Come spesso accade la società che guadagna anche oggi è Ciccolella (giornatina da +11%) che con i suoi fiori è stata in grado di addolcire questa settimana amara causata da eccessivi crolli e ribassi cinesi, americani e europei. Dall’America arriva la notizia che con molta probabilità Microsoft debba pagare 3 miliardi di dollari al giorno di multa per aver alzato notevolmente i prezzi alle aziende produttrici di software che richiedevano dati cruciali sul nuovo Windows Vista. Sul fronte Italiano a parte appunto il gruppo Ciccolella e Fidia già presente nei nostri database tra i titoli hot, Exprivia, Trevisan Cometel e Cembre, tutti gli altri titoli sono rimasti in leggero ribasso tutta la giornata regalando però un’ottima boccata di ossigeno in chiusura anche se alle 17,33 tutti gli indici hanno registrato un netto rosso.
La notizia che ha mantenuto le perdite contenute sul titolo Mediaset (-0.08%) è stata la pubblicazione del bilancio di Telecinco che è riuscita a mantenere un utile netto superiore alle aspettative ricordando che Telecinco è controllata per il 50,13% dal gruppo di Cologno Monzese Mediaset Investimenti del gruppo Mediaset che a sua volta viene controllata dalla holding Fininvest. Telecinco, che è stata creata da Silvio Berlusconi, è diventata nel corso degli anni il canale con il maggior numero di ascolti in Spagna e nel 2006 ha avuto un record di incassi con un incremento di oltre l’8% degli utili netti ovvero ha chiuso il 2006 con 314,25 milioni di euro. Il 2007 per Telecinco ha già avuto ascolti record e se il buon giorno si vede dal mattino…
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