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Il settore farmaceutico, soprattutto in un periodo di crisi del mercato come quello che stiamo affrontando in questi mesi, rappresenta un punto fermo su cui investire. I titoli del settore farmaceutico, così come quelli del settore alimentare, sono per loro natura difensivi e riescono a controllare le perdite e reagire ai momenti difficili meglio che titoli di altri settori, come quello bancario o quello energetico.
L’andamento anti-ciclico dei titoli del settore farmaceutico è la loro forza. Il mercato dei farmaci conosce solo piccoli momenti di ribasso, dal momento che l’acquisto dei farmaci prescinde da motivazioni di tipo economico ed è correlato solo allo stato di salute della popolazione.
I titoli forti di questo settore sono quelli ricollegati alle grandi multinazionali del farmaco, quali Roche, Merck, Novartis, Astrazeneca, Glaxo e Pfizer, per citarne alcuni. Le ultime quattro settimane, in particolare, mostrano una particolare vivacità di questi titoli, con incrementi a cifra doppia per Glaxo, Astrazeneca e Novartis.
Un po’ meno positivo l’andamento di Pfizer, mentre sono decisamente negative le quotazioni di Roche. Nonostante ciò, la Roche ha recentemente concluso alcune importanti acquisizioni e quindi il titolo dovrebbe tornare a salire nelle prossime settimane.
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Le Blue Chips è un termine molto comune nel mondo borsistico che indica le aziende ad alta capitalizzazione azionaria. L’origine di questo nome è legato al gioco d’azzardo, in particolare al poker, dove la blue chip è la fiche con il valore più alto. Gli indici di borsa più popolari (S&P/Mib, Dow Jones EURO STOXX 50, l’S&P 500, etc.) hanno delle blue chips come componenti principali.
Tra i titoli più caldi di questa settimana troviamo Goldman Sachs, Altria e Wal-Mart. Per quanto riguarda una della case d’investimenti più note del pianeta, il titolo è cresciuto ulteriormente e si è piazzato a quota 183, 31 dollari, rafforzamento dovuto all’ultima trimestrale. Altria è la holding che controlla la Philip Morris, primo produttore al mondo di sigarette.
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 Dopo qualche attesa, la compagnia tedesca Volkswagen ha finalmente ricevuto l’approvazione dell’ Unione Europea per concludere l’acquisto di Scania. Dando il via libera all’operazione, la Commissione Europea ha infatti dichiarato che “la transazione non pone in pericolo la competizione nel mercato”, mettendo pertanto la parola fine sull’acquisto societario che vedrà Volkswagen poggiare le mani sul noto produttore di camion e bus.
Volkswagen ha ora l’occasione di ampliare ulteriormente i propri business, concentrandosi - oltre che sul segmento principale, rappresentato dai veicoli privati e quelli commerciali leggeri - anche sui camion e su altri veicoli superiori alle 16 tonnellate di peso. L’autorizzazione da parte dell’Unione Europea si è resa necessaria in virtù del possesso, da parte di Volkswagen, di una partecipazione minoritaria in MAN, un produttore tedesco di veicoli pesanti.
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Come spesso accade negli ultimi 12 mesi il titolo di fiat è in fase ascendente anche se con una leggera stabilità he porta a pensare ad un rallentamento della corsa al rialzo. In ogni caso le vendite del settore auto è in continua espansione e la borsa ne risente, ma anche lo stato italiano che prende dal giro di affari Fiat oltre il 3% del rodotto interno lordo.
La borsa beneficia non solo dal mercato fiorente del parco auto, ma anche dalle belle notizie che arrivano dai propri menager primo fra tutti Sergio Marchionne che ha annunciato un imminente messa sul mercato di un nuovissimo e ultratecnologico SUV con marchio IVECO conosciuto nel mondo per i propri camion e furgoni, non solo, ma nel 2009 il gruppo Fiat avrà circa 10 miliardi di utile da spendere, avendo pagato tutti i debiti, che gli permetterà di effettuare una buona campagna di acquisti pur sempre rimanendo nel settore auto come ha già confermato Marchionne.
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Dopo la società americana di credito CITIGROUP, il primo gruppo più importante a livello mondiale secondo la rivista Forbes, di proprietà di Bono degli U2, è la GE meglio nota come General Electric che in borsa vale oltre 360 miliardi di dollari. Ai vertici di tale compagnia multiprodotto e multimarchio c’è un Italiano laureato al politecnico di Torino Ferdinando Beccalli-Falco presidente e ceo di Ge International. Il suo ruolo è quello di studiare nuovi sviluppi di strategia per crescere al di fuori degli USA e dal canto suo afferma che in Italia la nuova generazione pensa solamente alla finanza di una impresa creata dai propri genitori rischiando così di perdere grosse oppurtunità di crescita e innovazione e che solo con la continua ricerca si potrà riprendere a viaggiare.
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