
Il nuovo accordo è stato annunciato proprio dal ministro iracheno del Petrolio, Hussein al-Shahristani, il quale ha confermato che ci si è trovati d’accordo su tutti i punti del contratto, prezzo compreso, e ora manca solo la firma, che verrà posta nei prossimi giorni.
Già nel mese di giugno lo stesso consorzio (formato per il 35% da Eni, dal 25% dalla sudcoreana Korea Gaz Corporation e dal 20% dalla cinese Sinopec e dalla statunitense Occidental Petroleum Corporation) aveva messo sul tavolo un’offerta per poter utilizzare questo giacimento, offerta che fu però ritirata, in quanto nessuna delle aziende facenti parte al consorzio intendeva tagliare del 50% i costi di estrazione, come proposto dall’Iraq.
Le richieste iniziali parlavano di 4,80 dollari al barile, ma per venire incontro alla domanda, il governo iracheno verserà 2 dollari ogni barile estratto oltre il livello attuale di produzione. Secondo le ultime stime questo giacimento potrebbe avere riserve di 4 miliardi di barili, e ne vengono prodotti 227mila al giorno.
Per tenere un ritmo accettabile dopo questo accordo deve essere aumentata e non di poco la produzione, che deve salire di 1,125 milioni di barili al giorno nell’arco dei prossimi sei anni.
Il titolo del cane a sei zampe ieri a Piazza Affari ha chiuso in controtendenza al mercato intero, segnando un guadagno dello 0,46% a quota 17,4 euro per azione.




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novembre 18th, 2009 a 10:45
[...] Scaroni continua dicendo che nei prossimi giorni di deciderà anche sulle licenze per l’estrazione del petrolio nei pozzi di Zubair in Iraq in grado di garantire 150 mila barili di petrolio al giorno che, se il prezzo del barile si [...]
dicembre 15th, 2009 a 11:57
[...] ma oggi arriva la conferma ufficiale da parte di Eni interessata ad aumentare la produzione del giacimento di Zubayr a Sud dell’Iraq in grado di garantire una riserva di quattro miliardi di barili di petrolio [...]