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Kodak si aggrappa al Chapter 11

 
Filadelfo Scamporrino
19 gennaio 2012
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In linea con le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, Eastman Kodak Co., società americana nota in tutto il mondo per la produzione delle pellicole fotografiche, ha ufficialmente chiesto l’accesso alla procedura di protezione dai creditori, che negli Stati Uniti coincide con il ricorso al cosiddetto Chapter 11.

Trattasi di una scelta inevitabile dopo che la società non è riuscita a rastrellare capitali freschi attraverso la vendita dei propri brevetti; ora, sotto la protezione dai creditori, Eastman Kodak è chiamata ad una riorganizzazione difficile e tale sia da migliorare la propria posizione finanziaria, sia da dare nuovo slancio al proprio business dopo che il lungo percorso di transizione dal business della fotografia tradizionale a quello del digitale non ha sortito gli effetti sperati.



EASTMAN KODAK SUL VIALE DEL TRAMONTO

Nei giorni scorsi era stato il “Wall Street Journal” ad indicare come inevitabile il ricorso al Chapter 11 da parte di Kodak, e così in effetti è stato dopo che tra l’altro le azioni della società a Wall Street sono scese sotto la soglia del dollaro per azione diventando in tutto e per tutto, come si dice nel gergo borsistico, delle penny stocks.

RISCHI DEI CORPORATE BOND

Il ricorso alla procedura di protezione dai creditori è stato comunque già premiante per Eastman Kodak Co. visto che Citigroup sarebbe pronta a finanziare la riorganizzazione con 950 milioni di dollari, corrispondenti all’incirca a 740 milioni di euro. In questo modo l’attività di Kodak potrà continuare anche sotto il Chapter 11 potendo tra l’altro pagare regolarmente gli stipendi ai propri dipendenti.

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