Pirelli verso public company con focus sull’industria

by Redazione Commenta

Sono giorni cruciali per Pirelli & C., interessata da un’importante riorganizzazione nella catena di controllo. Non si tratta solo di semplificazione dell’azionariato e di trasformazione della Bicocca in una public company

500_PirelliSono giorni cruciali per Pirelli & C., interessata da un’importante riorganizzazione nella catena di controllo. Non si tratta solo di semplificazione dell’azionariato e di trasformazione della Bicocca in una public company. Ai vertici del gruppo leader mondiale nel settore dei pneumatici si pensa già al dopo Tronchetti Provera. Nel frattempo i Malacalza escono dall’asse strategico, così al fianco di Tronchetti Provera si schierano il fondo Clessidra, Intesa Sanpaolo e Unicredit. Tuttavia, il gruppo della Bicocca si prepara già al passaggio di testimone.

L’imprenditore milanese ha da tempo le idee chiare sul futuro di Pirelli. Vuole una public company con azionariato diffuso, preferibilmente con investitori esteri, con un manager alla guida. Il fondo di private equity di Claudio Sposito e i due big bancari non hanno lo skill di investitori stabili nel tempo, ma forniranno un prezioso supporto in questa fase di riassetto. Per pensare alla successione Tronchetti Provera potrà contare sui soci storici.

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Basta pensare a Massimo Moratti, numero uno di Saras e dell’Inter, e a Carlo Acutis. Dovrebbe, però, aggungersi anche la famiglia Rovati. Ad ogni modo il dopo-Tronchetti sarà una guida manageriale. Tra l’altro già lo scorso anno furono inserite 5 nuove figure manageriali in sostituzione del direttore generale. La nuova guida della Bicocca potrebbe proprio essere tra quei manager già inseriti in azienda. Se ne parlerà più avanti.

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Il disegno però è chiaro. Nel frattempo si proseguirà nella ristrutturazione della catena di controllo. Camfin sarà delistata da Piazza Affari a seguito dell’Opa. Non ci saranno modifiche nella strategia, in attesa del nuovo piano industriale previsto per l’autunno. Pirelli continuerà il suo focus sull’industria, in particolare sul segmento dei pneumatici ad alta gamma. La strategia finora ha pagato: Pirelli ha superato molto bene la fase di crisi, attraverso l’incremento degli investimenti e della redditività. In borsa oggi il titolo vale circa 9 euro, ma dopo il crollo post-crisi finanziaria del 2008 la quotazione raggiunse addirittura 1,4 euro.

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