Ministro Tria: stabilizzeremo il debito ma niente ricatti

di Daniele Pace Commenta

Il ministro Tria parla a margine dell'incontro Ue. Niente costrizioni, l'Italia tiene il deficit sotto controllo.

Giovanni Tria

Lo scampato pericolo per la procedura di infrazione da parte della UE non ha messo in secondo piano il tema del debito, su cui è tornato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria: “Stiamo facendo quello che dobbiamo fare per l’economia italiana, stabilizzando il debito”.

Ma il ministro tende anche a precisare che non si tratta di un’imposizione dell’Europa, quanto di un’esigenza che l’Italia e questo Governo sentono per sé stessi.

Per questo il Governo ha effettuato la piccola manovra per riportare i conti pubblici a posto. Il ministro dunque vuole sminuire il ruolo dell’Europa per evidenziare la responsabilità dell’attuale esecutivo nel non voler forzare la mano sul deficit.

Il debito e i rapporti con l’Europa

Dopo qualche settimana di tensione, il Governo e l’Europa hanno gettato acqua sul fuoco, anche se il ministro tiene alta l’attenzione per l’anno prossimo, quando serviranno 23 miliardi per evitare lo scatto automatico dell’Iva. Ci sarà poi da finanziare la flat tax, che la Lega vuole fortemente, per tagliare le tasse.
L’Europa apprezza, secondo il ministro, quel che l’Italia sta facendo nel corso di questo esercizio, ma non bisogna abbassare la guardia. Molto dirà il secondo semestre di quest’anno, che detterà la linea a seconda dell’andamento economico. Le previsioni non sono ottimistiche, e il deficit strutturale non dovrebbe migliorare.

La manovrina è ora in Senato, dove in ballo c’è la questione del Reddito di cittadinanza e Quota 100 per 1,5 miliardi. Resta sempre da capire, secondo l’opposizione, come il Governo finanzierà questi due strumenti, visto che l’indicazione fornita dal Tesoro non ha ancora il favore dei dati. Da queste due misure si dovrebbe risparmiare qualcosa, rispetto alle previsioni, ma per il Tesoro il finanziamento arriverà dal congelamento dei “Fondi di riserva e speciali” del ministero.

Da qui l’esecutivo vuole ricavare 1.32 miliardi di euro, ma a quanto risulta dai tecnici, i fondi disponibili arrivano appena sopra al mezzo miliardo, per quanto riguarda quelli Speciali, mentre quelli di Riserva non sono utilizzabili in quanto destinati a spese obbligatorie. Da qui le richieste di trasparenza in Senato. Lo Stato ribatte però che attualmente, in questa voce di bilancio, l’accantonamento è di 1,7 miliardi, dunque maggiore dei finanziamenti necessari per il Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

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