Joint venture Rio Tinto Chinalco

di Stefania Russo Commenta

Rio Tinto ha annunciato di aver firmato un protocollo di intesa con la cinese Chinalco per la creazione di una joint venture del ferro..

Rio Tinto ha annunciato di aver firmato un protocollo di intesa con la cinese Chinalco per la creazione di una joint venture del ferro a Simandou, in Guinea, un giacimento che secondo alcune stime contiene 2,5 miliardi di tonnellate di ferro di altissima qualità e che si ritiene possa raggiungere una produzione che si aggira intorno alle 200 tonnellate all’anno.

Al momento Rio Tinto possiede il 85% delle operazioni a Simandou, il restante 5% è nelle mani di International Finance Corporation (IFC), la divisione finanziaria della World Bank.


In base all’accordo tra le due società minerarie, dunque, Chinalco acquisterà il 47% della quota di Simandou attualmente nelle mani di Rio Tinto verso un corrispettivo di 1,35 miliardi di dollari. Una volta che l’operazione sarà conclusa il giacimento di Simandou sarà qundi per il 44,65% nelle mani di Chinalco e per il 50,35% nelle mani di Rio Tinto.


La notizia, che è stata ufficializzata stamane, era già stata anticipata da alcune indiscrezioni di stampa iniziate a circolare la scorsa settimana. Secondo gli analisti appare evidente che l’intenzione di Rio Tinto è quella di riuscire a sfruttare la ricchezza e l’influenza di cui Chinalco gode nell’Africa Occidentale per accellerare lo sviluppo del bacino da 12 miliardi di dollari a Simandou, ostacolato da alcune faccende politiche.

Tra le due società ci sono trattative in corso anche per giacimenti di ferro in Cina, raffinazione di bauxite e allumina in Australia e per un progetto di rame e oro in Mongolia.

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