Hal Investments porterà in alto Safilo

di Redazione Commenta

La scorsa settimana la società italiana Safilo ha annunciato un'operazione di ricapitalizzazione che porterà la società olandese Hal..

La scorsa settimana la società italiana Safilo ha annunciato un’operazione di ricapitalizzazione che porterà la società olandese Hal Investments a diventare prima azionista, mentre alla famiglia Tabacchi resterà solo una quota del 10%.

Una delle più grandi e importanti società italiane, quindi, si tinge di arancione e passa in mano agli olandesi, circostanza che però non ha rammaricato troppo, soprattutto dopo aver sentito il parere positivo degli analisti.


Gli esperti, infatti, vedono di buon occhio questa operazione, in primo luogo perchè rappresenta la miglior soluzione possibile per il futuro di Safilo che altrimenti rischierebbe di non avere lunga vita, in secondo luogo perchè la società olandese dispone di una fitta rete di negozi sparsi in tutta Europa, questo significa per Safilo una sicura impennata delle vendite, senza contare la possibilità di nuove licenze visto il gran numero di negozi che andrebbero a vendere un determinato marchio.


Ma non è finita qui perchè l’aspetto che gli esperti ritengono più rilevante in questa operazione riguarda la politica fortemente aggressiva e incentrata sugli investimenti che da sempre caratterizza l’attività di Hal Investments e che di sicuro sarà in grado di guidare anche Safilo verso il successo.

Per rendersi conto di quello di cui parlano gli analisti basta ripercorrere i progressi compiuti negli ultimi anni dalla società olandese che attualmente detiene numerose catene di negozi di ottica, le più grandi in termini di dimensioni sono Pearle Europe e GrandVision. Ma non è finita qui visto che oltre al settore degli occhiali Hal Investments ha investimenti anche in altri tipi di aziende, dai mobili per ufficio fino ad arrivare agli apparecchi acustici, all’editoria e ai rivestimenti plastici.

In ogni caso l’operazione non è ancora conclusa definitivamente ma è subordinata ad una serie di condizioni tra cui l’accettazione dell’offerta di riacquisto dei bond da parte di almeno il 60% degli azionisti e l’esenzione dall’Opa.

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