PartnerRe continua a rifiutare le offerte di Exor

di Carlo Valuta Commenta

La società spiega le ragioni che si nascondono dietro il rifiuto.

PartnerRe continua a rifiutare le offerte di Exor, la holding di proprietà della famiglia Agnelli. Sono sempre di più le mosse della società italiana per assicurarsi la compagnia ma i presupposti sembrano non esserci per concretizzare questo tipo di acquisizione.

Così, in vista dell’assemblea del 24 luglio i vertici dell’azienda spiegano ancora una volta agli azionisti perché bisogna chiudere le porte ad Exor e votare invece a favore della fusione con Axis Capital. E stavolta chiama in causa direttamente l’impegno che il gruppo italiano ha in Fca, un investimento troppo importante per Exor e quindi in grado di distogliere risorse ed energie dall’eventuale coinvolgimento in PartnerRe.

In un testo preparato in vista dell’assemblea della compagnia di riassicurazione, intitolato “Presentazione di documenti che dettagliano i rischi inaccettabili posti dall’offerta inferiore di Exor”, il board di PartnerRe chiama in causa tre ordini di fattori: “La capacità e il desiderio di Exor di chiudere potrebbero risultare notevolmente danneggiati da pressioni finanziarie sulla leva cui avviene la transazione – scrive il board –  dalla capacità di Exor di far cassa e dai suoi impegni nei confronti di altri investimenti (tra cui Fiat Chrysler)”. E ancora: “I regolatori e le agenzie di rating probabilmente vorranno esplorare le intenzioni di Exor per PartnerRe, in particolare visti i report frequenti sulla ricerca di soluzioni strutturali per le prossime sfide che riguardano Fiat Chrysler”. Infine i tempi di esecuzione dell’operazione, che con Exor “non si chiuderà quest’anno” mentre nel caso di fusione con Axis non andrebbero oltre il terzo trimestre.

Pochi giorni fa i dirigenti della compagnia Usa avevano inviato una lettera agli azionisti, invitandoli a non farsi “ingannare dalla falsa retorica e dalle asserzioni non corrette di Exor” ricordando che la holding della famiglia Agnelli non è stata disponibile ad alzare il prezzo dell’offerta, ritenuto inadeguato dal board.

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