Bpm piano alternativo alla Spa “ibrida”

di Gianni Puglisi Commenta

Per Banca Popolare di Milano spunta a sorpresa un piano alternativo al processo di trasformazione della popolare in società per azioni. Il management, però, ha già dichiarato che farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per difendere l’istituto di credito di Piazza Meda

Per Banca Popolare di Milano spunta a sorpresa un piano alternativo al processo di trasformazione della popolare in società per azioni. Il management, però, ha già dichiarato che farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per difendere l’istituto di credito di Piazza Meda. La battuta d’arresto arriva a seguito del malumore di alcuni soci e dei sindacati, che non avrebbero intenzione di dare il via libera alla trasformazione della popolare milanese in una Spa “ibrida”. Finora il progetto era quello di creare una Fondazione per i dipendenti e assegnare azioni gratuite ai lavoratori.

A dare uno stop al processo di trasformazione sono stati tre consiglieri di sorveglianza: Maurizio Cavallari, Ruggiero Cafari Panico ed Enrico Castoldi. I tre consiglieri e azionisti di Bpm hanno già avanzato una proposta che prevede il mantenimento della cooperativa e l’introduzione di alcuni cambiamenti nella governance con una forma diversa per i consigli di sorveglianza e di gestione. I tre consiglieri hanno tra l’altro anche votato contro l’approvazione del bilancio.

I tre soci di Bpm si fanno così promotori di un progetto alternativo. Il titolo Bpm in borsa potrebbe risentire molto di questa notizia e calare vistosamente, dopo aver mostrato un buon andamento nelle ultime settimane nonostante le quotazioni si siano allontanate dai top dell’anno di 0,619 euro. Secondo gli analisti Bpm vale 0,7€ dopo pulizia bilancio e trasformazione in Spa.

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I sindacati sono in trincea contro l’addio allo status di cooperativa e hanno già chiesto un incontro per il 16 aprile al presidente Bonomi e all’amministratore delegato Piero Montani. Lo stesso Bonomi ha già convocato d’urgenza il consiglio di sorveglianza, facendo intendere di voler portare avanti tutte le azioni possibili (anche legali) a tutela dell’istituto.

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