Bilancio Carige, perdita di 328 milioni di euro nei primi nove mesi 2014

di Carlo Valuta Commenta

Bene il comparto del risparmio gestito. Diminuiscono le perdite rispetto allo stesso periodo del 2013.

Banca Carige ha chiuso i primi nove mesi di quest’anno registrando una perdita pari a 328,8 milioni di euro. Si tratta di una cifra in calo se confrontata al risultato negativo per 1,3 miliardi fatto registrare durante lo stesso periodo dell’anno precedente. La raccolta totale è stata di 49,8 miliardi, con un incremento del 4,1% rispetto a un anno fa.

Nell’ambito della raccolta diretta (26,6 miliardi; +6,0% nei nove mesi, +2,8% annuo), la componente “core” (conti correnti e depositi) è aumentata del 6,7% (a 15,1 miliardi; +9,2% nell’anno). La raccolta indiretta (23,3 miliardi) ha fatto registrare invece un incremento dell’1,9% nei nove mesi (+2,0% nell’anno) in virtù della prestazione positiva del risparmio gestito (11,3 miliardi, +7,7% nei nove mesi e +7,9% annuo). I dati parlano chiaro per quella che è una delle due banche bocciate agli Stress Test della Bce. Ecco le cifre:

Le incertezze del contesto macroeconomico e una sempre più mirata politica creditizia hanno portato al rallentamento degli impieghi (25,9 miliardi; -6,1% nei nove mesi e -5,8% annuo). Escludendo la componente istituzionale, l’aggregato registra un calo del 4,1% nei nove mesi (-5,5% annuo). In particolare i crediti verso le imprese accusano una flessione più marcata (-7,1% nei nove mesi e -11,3% nell’anno) rispetto ai crediti ai privati (-3,5% nei nove mesi e -5% nell’anno). Inoltre i crediti deteriorati sono aumentati nell’anno dell’8,5% (fino a 6,2 miliardi).
La flessione dei volumi intermediati e la sostanziale stabilità degli spread medi, che permangono ai minimi storici, si sono riflesse sull’andamento del margine d’interesse dei nove mesi (314 milioni; – 10,6% rispetto ai nove mesi del 2013. La minore redditività è riconducibile principalmente alla ricomposizione del portafoglio titoli effettuata per migliorare il profilo di liquidità e di rischioe alla politica di riqualificazione del portafoglio crediti.

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