Quali strategie adotteranno le Banche Centrali orientali

di Carlo Valuta Commenta

BOJ, PBOC e RBNZ queste non sono un insieme di parole  ma sono  le sigle di tre importanti banche centrali dell’Oriente che andranno monitorate attentamente. Sul fronte nipponico, il Governatore Haruhiko Kuroda intervistato in seguito al G20 australiano dei ministri delle finanze, ha ribadito il forte commitment a proseguire sulla strada del Quantitative Easing (e qualitative naturalmente) fino a quando il target del 2% di inflazione non sarà raggiunto e non sarà reso stabile e sostenibile nel medio-lungo termine, spiega Davide Marone di DailyFx; intoltre, ed è bene riportare con chiarezza questo concetto, il banchiere centrale ha espresso favorevole alle politiche accomodanti ovviamente del suo paese e dell’Europa (definire accomodante la politica monetaria dell’Eurozona potrà sembrare un po’ forzato, ce ne rendiamo conto), al fine addirittura di mitigare l’azione di tapering della Federal Reserve.

La Banca Centrale Europea lascia i tassi invariati

In sintesi, e soprattutto da un punto di vista pratico ed operativo sui mercati, si traduce in un effettivo protrarsi e ampliarsi della massa monetaria in yen giapponesi all’interno del sistema che naturalmente continuerà a tradursi in una relativa debolezza della divisa e in un verosimile sostegno alle corporation del paese e quindi a sostenuti livelli del valore delle azioni. Spostandoci appena sui “cugini” cinesi, abbiamo assistito negli ultimi giorni ad indebolimenti significativi dello yuan cinese e questo, più che all’impatto sul trading dello yuan ancora estremamente limitato, potrà avere effetti ripercussivi dal punto di vista del quadro economico globale in cui la Cina è attore principale.

Bce, potrebbe chiedere alle banche di aumentare la liquidità

La People Bank of China, in relazione ad alcuni timori sulla crescita e sull’ultraespansione del settore del credito, avrebbe ritenuto il valore del reminbi vicino a quel punto che poteva essere destinato a progressivi apprezzamenti vicini al cosiddetto “trigger Point” (di cui non è ben noto il valore) di contagio verso altri mercati; inoltre, ed è una teoria molto plausibile, la PBOC starebbe di proposito introducendo alta volatilità per preludere a futura e vicina maggiore flessibilità nel valore dello yuan (ampliamento della banda di oscillazione).

 

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