Le Borse europee in salita

di Carlo Valuta Commenta

"Pesano", ai fini statistici, i dati macro provenienti dagli Usa. La Federal Reserve, mossa dai dati deludenti relativi al rapporto sull'occupazione americana, è intenzionata a procrastinare la stretta sul rialzo dei tassi.

Un martedì positivo per Borse europee che, cautela a parte, fanno registrare un discreto rialzo. Piazza Affari si è posizionata di poco sopra la parità, sulla falsa riga di Parigi, Francoforte e Londra.

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“Pesano”, ai fini statistici, i dati macro provenienti dagli Usa. La Federal Reserve, mossa dai dati deludenti relativi al rapporto sull’occupazione americana, è intenzionata a procrastinare la stretta sul rialzo dei tassi.

Ma a spingere i mercati sono anche le decisioni comunicate dalla Banca centrale australiana, che desidera lasciare i propri tassi invariati. Tassi che, a seguito dei tagli di agosto, si attestano ai minimi storici. Attesa per giovedì la riunione della Bce. Le previsioni dei mercati raccontano di una possibile estensione del Quantitative easing ben oltre il marzo del 2017. Nonostante ciò, da Francoforte si vocifera che Draghi potrebbe attendere la riunione di dicembre per l’annuncio definitivo. Anche in attesa di questi chiarimenti, dopo i rialzi di agosto, nelle sale operative c’è chi predica molta cautela.

Più equilibrio sul fronte valute: l’euro si stabilizza sui valori della vigilia in confronto al dollaro: la moneta unica europea è scambiata a 1,116 dollari, ieri la Bce l’ha rilevata a 1,1156 dollari. Crescita inferiore al previsto per gli ordini di fabbrica in Germania nel mese di luglio. Stando ai dati comunicati dal ministero dell’economia sono saliti dello 0,2% a fronte dello 0,5% stimato da Bloomberg. A rallentare è stata la domanda interna mentre cresce quella destinata all’area euro. A livello di Eurozona rallenta la crescita del Pil: dopo l’aumento di 0,5% registrato nel primo trimestre 2016, nel secondo la crescita è stata di 0,3% nella zona euro e 0,4% nella Ue-28. Lo comunica Eurostat, che per l’Italia conferma la crescita zero già diffusa dall’Istat. Su base annuale il Pil dell’Eurozona è salito di 1,6% e quello dell’Ue-28 di 1,8%, rallentando anche in questo caso sull’1,7% e 1,9% del trimestre precedente. In Italia la crescita annuale è confermata a 0,8%. L’inflazione annuale nell’area Ocse rallenta intanto a luglio allo 0,8%, 0,1 punti in meno di luglio. Negli Usa, poi, si guarda all’indice Ism non manifatturiero (l’agenda).

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