Mercati, il rimbalzo fallisce

di Carlo Valuta Commenta

Falsa partenza di Milano, che gira presto in rosso. In Grecia, Tsipras ha i creditori alle calcagna.

I listini europei non trovano il rimbalzo e il rosso si spande sul tutto il Continente, che continua l’andamento dell’ultima settimana di passione e lascia per strada ben 309 miliardi in una sola giornata.

Milano delude gli analisti e gli investitori con una buona partenza, ma ben presto gira in rosso e peggiora fino a chiudere al -4,69%. Le banche – inizialmente trainanti – sprofondano e portano il Ftse Mib sotto 17mila punti, ai livelli di luglio 2013: una decina di titoli del listino principale vengono sospesi tra copiosi ordini di vendita. Ampliano i ribassi anche le altre Borse Ue: Londra chiude a -2,71%, Francoforte a -3,3% e Parigi a-3,2%. Giornata da dimenticare per la Borsa di Atene, che chiude in calo del 7,8%. L’indice Eurstoxx 600, rappresentativo dell’andamento dei mercati del Vecchio continente, retrocede ai minimi degli ultimi quindici mesi. Le cose non vanno meglio con l’operatività di Wall Street, che anzi contribuisce ad aumentare le vendite: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones perde il 2,2% come lo S&P500, mentre il Nasdaq arretra del 2,8%. Da inizio anno, la Borsa americana ha perso oltre 2 mila miliardi di dollari di capitalizzazione: il peggior avvio dal 2008.

In Grecia, nel frattempo, il governo Tsipras ha sempre di più i creditori alle calcagna: chiedono l’approvazione della riforma delle pensioni, e della popolazione, che ha scioperato compatta contro i tagli. Ma la risalita della tensione sulla periferia dell’Eurozona si vede anche sul fronte del debito pubblico: lo spread, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, si allarga di una ventina di punti base sopra 145 punti, ai massimi dalla scorsa estate. Il rendimento dei decennali torna sui massimi da novembre all’1,69% sul mercato secondario, ma gli spread di Portogallo e Grecia si allargano ancora di più. I capitali virano verso il Bund tedesco (sinonimo di sicurezza in tempi incerti), portando il rendimento ai minimi da aprile allo 0,22%. L’euro chiude in rialzo ma sotto 1,12 dollari.

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