Volskswagen paga cara la truffa sui diesel

di Gianni Puglisi Commenta

Aggirare gli standard ambientali potrebbe costare 18 miliardi di dollari di sanzioni. Il gruppo crolla in Borsa.

L’aver falsato la misurazione degli scarichi di gas dei veicoli diesel venduti negli Stati Uniti per aggirare gli standard ambientali, costa cara a Volkswagen.

La casa automobilistica registra una brusca caduta in Borsa e arriva a lasciare sul terreno più del 20% dopo aver ammesso la ‘truffa’.

Si tratta di un brutto passo falso che rischia di costare 18 miliardi di dollari di sanzioni e già ha condotto la casa tedesca a stoppare la vendita dei modelli diesel (sia Vw che Audi) negli Stati Uniti.

In corso c’è dunque un vero e proprio terremoto e che sta scuotendo l’industria tedesca e tutto il mondo delle quattro ruote.

Una situazione confermata direttamente da un portavoce dell’azienda: “Lo abbiamo ammesso davanti alle autorità, adesso collaboriamo attivamente”. Una presa di posizione che ha già portato al ritiro di 500mila vetture vendute negli Stati Uniti, seguito dalla vendita massiccia dei titoli del gruppo sulla Borsa di Francoforte: in termini di capitalizzazione di mercato, a Vw mancano 15 miliardi nel giro di poche ore. Secondo l’agenzia di rating Fitch, le cattive nuove possono impattare sul giudizio verso la casa tedesca, non tanto in termini economici quanto d’immagine: proprio negli Usa, “dove la Volkswagen sta cercando di aumentare la propria quota di mercato”.

Preoccupato anche il governo con il ministro dell’economia, e vice cancelliere, Sigmar Gabriel che parla di “un brutto incidente. E’ una brutta storia, credo sia evidente. Siamo davanti a un clamoroso inganno ai danni dei consumatori. Siamo preoccupati che ne soffra la reputazione, a ragione eccellente, dell’industria dell’auto tedesca e in particolare quella di Volkswagen”.

 

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