Prelievo forzoso conti correnti genera allarmismo

di Filadelfo Scamporrino Commenta

In questi ultimi giorni non è mancato però l’allarmismo su una misura impopolare come il prelievo forzoso che già l’Italia ha sperimentato nel 1992, ai tempi del Governo Amato.

Il Governo di Cipro, contrariamente alle attese della scorsa settimana, ha deciso per ora di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini, ricchi e poveri, attraverso il prelievo forzoso sui depositi in conto corrente. Cipro deve essere in ogni caso salvato da una possibile bancarotta visto che il sistema bancario nel Paese è alle corde, ma al momento si discute su una sorta di piano b, una soluzione alternativa che permetta di far arrivare comunque a Cipro gli aiuti Ue definiti insieme al Fondo Monetario Internazionale (Fmi).

In questi ultimi giorni non è mancato però l’allarmismo sul piano salvataggio Cipro e su una misura impopolare come il prelievo forzoso che già l’Italia ha sperimentato nel 1992, ai tempi del Governo Amato.



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Per il nostro Paese non c’è il rischio di un prelievo forzoso dai conti correnti, questo almeno stando alle dichiarazioni degli organi di vigilanza e delle Associazioni di settore, ma in ogni caso con misure come quelle imposte a Cipro si rischia di scavare la fossa al già basso livello di fiducia dei cittadini e correntisti europei stressati nell’animo e nel portafoglio da anni di crisi.

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La pensa così la Federconsumatori nel sottolineare come utenti bancari e correntisti anche in Italia siano allarmati e preoccupati in base al fatto che il risparmio sudato della gente dovrebbe essere sacro. Ed invece si cerca di infrangere anche questo tabù che di certo non si spinge nella direzione di frenare le fughe di capitali.

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