Rallentamento produzione industriale, la Cina preoccuperà ancora le Borse

di Carlo Valuta Commenta

Tra i dati pubblicati durante fine settimana, preoccupa il rallentamento della crescita degli investimenti fissi, che girano al ritmo più basso degli ultimi quindici anni, mentre la produzione industriale ha tradito le aspettative degli analisti.

La Cina desta ancora timore presso i mercati globali, con nuovi segnali non positivi per l’andamento economico del colosso d’Oriente.

Tra i dati pubblicati durante fine settimana, preoccupa il rallentamento della crescita degli investimenti fissi, che girano al ritmo più basso degli ultimi quindici anni, mentre la produzione industriale ha tradito le aspettative degli analisti.

Una situazione che intimorisce ad esempio le grandi case d’auto tedesche: se l’anno scorso l’export della Germania verso il Dragone era salito dell’11%, nei primi cinque mesi di quest’anno si è limitato a un +1,2%. Predica comunque calma il Crédit Agricole, che ricorda come le esportazioni della Germania verso la Cina rappresentano solo il 6,1% delle esportazioni tedesche.

Ad agosto, la produzione industriale della Cina ha fatto registrare un +6,1%, in leggero aumento rispetto al dato tendenziale di luglio (+6,0%), contro aspettative per un +6,5%. Nei primi otto mesi 2015 la produzione industriale è stata del 6,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gli economisti osservati da Bloomberg, inoltre, si aspettavano una crescita degli investimenti dell’11,2% nei primi otto mesi dell’anno, ma il risultato effettivo è stato +10,9%. “L’economia non sta mostrando segni di risveglio, ha commentato all’agenzia Usa Ding Shuang, capoeconomista per la Cina di Standard Chartered. “Dalla punto di vista della politica monetaria, il governo ha fatto quel che poteva, ma la domanda dall’economia reale deve crescere perché si vedano i frutti delle decisioni di politica monetaria”. Unico dato positivo, quello sulle vendite al dettaglio che sono cresciute del 10,8% annuo a 2,49 miliardi di yuan (390,89 miliardi di dollari) ad agosto, contro aspettative per un +10,6%.

Il tasso di crescita è più alto rispetto all’aumento del 10,5% di luglio. Nei primi otto mesi del 2015, le vendite al dettaglio sono cresciute del 10,5% e la crescita nelle aree rurali ha continuato a superare quella nelle città.

 

 

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