Mercati Usa, la crescita condizionata dalla Fed

di Gianni Puglisi Commenta

Continua negli Stati Uniti il buon trend di Wall Street, spinto delle politiche monetarie della Fed, che proseguono a influenzare i mercati finanziari. Se, difatti, in Europa il presidente della Bce, Mario Draghi, ha confermato una politica monetaria espansiva, stimando anche la possibilità di portare in negativo, a -0,1%, il tasso, già ridotto a 0,25%, la Fed dopo aver comunicato la scorsa estate il termine di una politica monetaria espansiva salvo aver ritrattato quanto detto in precedenza, ha stabilito di nuovo che potrebbe ridurre gli acquisti di asset nella prossime riunione se sarà consentito dalle condizioni economiche. Inoltre ha ribadito ancora una volta di essere pronto ad usare qualsiasi misura  per incentivare la crescita economica in Europa.

>Listini europei, attenzione alle dichiarazioni della Fed
Secondo la Fed, infatti, i dati resteranno legati alla visione di miglioramento delle condizioni di mercato e questo renderebbe sicuro un calo degli acquisti di asset nei prossimi mesi.

Interessi bassi anche per i conti correnti degli inglesi

Nel frattempo ci si chiede se i risultati record della Borsa Usa di questo momento potranno proseguire o meno. Il mercato azionario Usa è ancora in lieve rialzo, ma gli investitori restano cauti dopo i nuovi massimi storici toccati dagli indici: lo S&P 500 è in salita del 27% da inizio anno, soprattutto sulle aspettative che lo stimolo della Fed rimanga almeno fino alla fine del 2013, e i dati economici mettono in risalto che la crescita continuerà a essere passiva, e se la banca centrale manterrà il piano di acquisto di bond andrà ancora meglio.

 

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