Paul Krugman, premio Nobel per l’economia

di Lorenzo Di Cataldo Commenta

Già editorialista per il New York Times, Krugman è un acceso contestatore della politica adottata dall’amministrazione..

Il premio Nobel per l’economia di quest’anno è stato assegnato a Paul Krugman, date le sue analisi “sui modelli di commercio e sulla localizzazione delle attività economiche”.

Già editorialista per il New York Times, Krugman è un acceso contestatore della politica adottata dall’amministrazione Bush, soprattutto in queste ultime settimane di crisi borsistica in cui il capo di Stato USA ha dimostrato di non adottare una politica che miri alla lungimiranza, bensì al breve, brevissimo periodo, avendo applicato la teoria keynesiana d’interventismo statale, non certo adattabile all’odierna realtà degli States.


In un Paese in cui sono milioni le persone che non possono godere della sanità né pubblica che privata, Paul Krugman è da anni fautore dell’assistenza gratuita per tutti.

Critica inoltre l’abolimento della tassa di successione, che era per il neo-nobel un modo per non far partire troppo svantaggiati i meno abbienti. Ora, secondo lo studioso americano, la forbice tra i ricchi e la middle class s’è allargata, proprio a causa della politica ultraconservatrice di Bush figlio, anche se, a dir la verità, non erano state risparmiate critiche nemmeno nei confronti della linea adottata dal democratico Clinton.


Nato nel 1953, ed ottenuto un dottorato al MIT di Boston dopo la laurea a Yale, Krugman è il 42esimo premio Nobel per l’economia, e succede al trio tutto made in USA Hurwicz-Maskin-Myerson, i quali avevano ottenuto il riconoscimento dalla fondazione svedese, per aver gettato le basi per lo studio dei meccanismi di allocazione del mercato.

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