lehman brothers


Il sostituto procuratore Gabriele Mazzetta ha incaricato la Guardia di Finanza della sezione tributaria di conoscere il maggior numero di fascicoli e di indagare nei confronti delle banche italiane che hanno permesso e consigliato ai propri clienti risparmiatori di acquistare titoli Lehman Brothers e polizze Index Linked con un capitale garantito da un prodotto strutturato emesso proprio da Lehman nel periodo in cui è scoppiata la crisi dei mutui subprime (luglio 2007) fino al crack della banca avvenuta il 15 settembre 2008.


L’ipotesi di reato è quella di truffa corrispondente all’articolo 640 del codice penale. Secondo Mazzetta infatti le banche italiane non potevano non sapere quello che stava succedendo nel mondo finanziario con l’arrivo della crisi più grande di inizio secolo. Secondo le stime, il risultato delle indagini potrebbe portare un risarcimento ai risparmiatori di ben 2 miliardi di euro.


Ci sono molti avvocati e associazioni dei consumatori che stanno cercando la via migliore per ottenere il risarcimento da parte delle banche, ma la cosa sarà difficile perchè fino al giorno prima del fallimento dichiarato di Lehman Brothers l’agenzia di rating Standard & Poor’s dava i titoli Lehman come prodotti sicuri ed il discorso vale anche per il consorzio degli istituti bancari Patti Chiari.

L’avvocato Angelo Castelli, famoso per aver recuperato la bellezza di 42 milioni di euro dalla vendita dei bond argentini, dichiara che la violazione c’è eccome perchè la Mifid ovvero la direttiva europea sui servizi finanziari vietava la vendita degli Index Linked. La battaglia quindi sarà dura.



Articolo scritto da: admin domenica 20 settembre, 2009 alle: 12:07

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