
Peter McGuire, direttore del
Commodity Warrants Australia di Sidney, ha espletato il suo parere nei confronti dell’andamento del petrolio che si presta a chiudere la settimana con un guadagno del 3,7%, risultato decisamente ottimo per gli investitori.
Secondo McGuire il petrolio, dopo i rally dei giorni scorsi, dovrebbe attestarsi sugli 84 dollari al barile e questo valore dipenderà anche dalle condizioni climatiche e, quindi, dal freddo che sta avvolgendo i paesi occidentali.
Negli Stati Uniti, il prezzo del greggio per la consegna di Febbraio è sceso di 32 centesimi di dollari attestandosi a 82,34 dollari al barile dopo la quotazione di 82,66 dollari al barile del giorno precedente.
A Londra invece il prezzo del Brent è sceso di 36 centesi andando quindi a quotarsi a 81,15 dollari al barile. Il prezzo del petrolio dipenderà anche dalla stasi momentanea del tasso di disoccupazione americano. Se la gente ricomincia a lavorare è chiaro che i consumi aumenteranno e di conseguenza anche il prezzo del petrolio salirà.
Articolo scritto da: Francesco Di Cataldo venerdì 08 gennaio, 2010 alle: 14:53
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