prezzo del petrolio

Tregua in Iran ed impatto sul prezzo del petrolio in queste ore

Buone notizie dal mondo dei mercati, visto che la recente tregua in Iran (si spera non temporanea) ha avuto per forza di cose un impatto sul prezzo del petrolio in queste ore. Il mercato energetico globale respira dopo settimane di apnea. La notizia di un cessate il fuoco di quattordici giorni tra gli Stati Uniti di Donald Trump e l’Iran ha innescato un crollo immediato delle quotazioni del greggio, riportando il barile sotto la soglia psicologica dei 100 dollari.

L’accordo, mediato dal Pakistan, punta a sbloccare lo Stretto di Hormuz, arteria vitale dove attualmente languono oltre 800 navi, ostaggio di un conflitto che a marzo aveva prodotto il rincaro mensile più violento della storia (+50%).

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Petrolio ancora sotto i 40 dollari

Le quotazioni del petrolio sono calate per la prima volta dall’aprile scorso attestandosi sotto quota 40 dollari al barile. Il prezzo del Wti americano è scivolato, infatti, intorno ai 39,50 dollari, mentre quello del Brent si è tenuto al di sopra della soglia psicologica. Al momento, il mercato registra per il primo una risalita in area 39,80 dollari e per il secondo a 42,10 dollari.

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Le borse europee trattano con cautela

In Europa, i future sui listini sono in cauto rialzo. A Piazza Affari si guarda con attenzione a Generali ed Rcs, entrambe impegnate nelle assemblee. Lo spread tra Btp e Bund tedesco si mantiene sui livelli della vigilia in avvio di giornata a 124 punti base (123 ieri sera). Il rendimento del titolo decennale italiano è all’1,49%.

Piazza Affari 2

Borse europee, nuovo stop dopo il rally

Le Borse si fermano nuovamente dopo il rally di ieri, che ha prolungato l’andamento positivo della scorsa settimana grazie al consolidamento dei recuperi del petrolio.

Petrolio nuovamente sotto quota 30 dollari

La nuova discesa del petrolio torna a mettere sotto pressione i listini mondiali, a partire da quelli asiatici, mentre quelli europei riescono a riavvicinare la linea di galleggiamento dopo un’apertura in profondo ribasso.

Petrolio, quotazioni sempre più basse

Ancora in calo le quotazioni del petrolio, all’inizio di una settimana decisiva per i mercati finanziari internazionali: il 3 dicembre si riunisce il board della BCE, che potrebbe annunciare il varo di nuovi stimoli monetari.

Uscire dai mercati azionari su rischio guerra in Siria?

Markets Drop Lower On Fears Of Unrest In Syria Prompting AirstrikesAi mercati non piace l’incertezza  e, probabilmente,  non vi è nulla di più volatile di uno scenario di guerra. Sopratutto se il teatro del conflitto è il Medio Oriente, in cui i potenziali effetti a catena e la paura di una possibile interruzione dell’approvvigionamento di petrolio potrebbero destabilizzare l’economia globale. La guerra è un evento da cui l’investitore medio può trarre profitto o, al contrario, rispetto al quale è necessario prepararsi adeguando il proprio portafoglio? E’ il momento di vendere e uscire dai mercati azionari?La crisi siriana è solo la scusa di cui il mercato aveva bisogno?

Prezzi petrolio corrono su ipotesi attacco Usa in Siria

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Qual è l’impatto di un possibile intervento militare degli Stati Uniti contro la Siria sui prezzi del petrolio? I venti di guerra accentuano le tensioni  e l’ipotesi di attacco alla Seria fa impennare i prezzi dell’oro nero. I mercati azionari, già particolarmente nervosi, hanno fatto registrare un sensibile crollo, affondando pesantemente sull’incertezza e la preoccupazione delle questioni geopolitiche e macroeconomiche (come i piani della Federal Reserve circa il “tapering” del quantitative easing, il programma di timolo da 85 miliardi di dollari al mese).

Prezzo petrolio: perché è difficile fare previsioni

A picture taken on April 10, 2011 showsIl prezzo del petrolio è difficile da prevedere. Fortemente condizionato da fattori geopolitici e particolarmente sensibile agli shock in termini di domanda e offerta, stimarne l’andamento muovendo da formule e modelli particolarmente complessi, rischia di tradursi in un esercizio…senza speranza. Nessuno nei primi anni 1970 avrebbero predetto che il prezzo del petrolio si sarebbe quadruplicato entro la fine del decennio o che, a metà degli anni ’80, si sarebbe assistito ad un crollo.

Prezzo petrolio: rischio impennata nel secondo semestre 2013

(FILES) A picture taken on January 26, 2Il petrolio è un bene necessario (che piaccia oppure no) e basilare per l’economia: senza il prezioso oro nero, i principali settori industriali (dal trasporto al petrolchimico) cesserebbero di funzionare. Un aumento del prezzo del petrolio, ha inevitabili ripercussioni su tutti gli altri beni ed incide anche sull’andamento delle valute nazionali. Alla luce dell’attuale scenario economico, quale potrebbe essere la tendenza per il secondo semestre 2013? Sembra che il prezzo del petrolio sia destinato a salire: vi sono infatti almeno quattro fattori principali che suggeriscono un possibile andamento rialzista.

Saipem rilascia nuova guidance 2013

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Citando il deterioramento della posizione commerciale in Algeria, Saipem in data odierna con un comunicato ufficiale ha rilasciato per il 2013 una nuova guidance. I nuovi target, chiaramente rivisti al ribasso, risentono anche di problematiche tecniche nell’E&C offshore, e di criticità operative che per Saipem sono emerse dopo che nello scorso mese di aprile del 2013 è stata definita la nuova struttura a livello gestionale.