Monsanto – Bayer: ecco il matrimonio miliardario

di Carlo Valuta Commenta

L'operazione passerà alla storia come la maggiore acquisizione aziendale da parte di una società tedesca all'estero.

Ci sono voluti lunghi mesi di offerte e controfferte, rifiuti, smentiti. Ma ora, finalmente il matrimonio tra il colosso farmaceutico tedesco e il gigante del settore agrochimico sta per diventare realtà.

Il gruppo americano ha accettato l’offerta Bayer, offerta che i tedeschi hanno dovuto però migliorare e portare da 57 miliardi a 66 miliardi di dollari comprendendo il debito. L’operazione passerà alla storia come la maggiore acquisizione aziendale da parte di una società tedesca all’estero.
I dettagli in una nota del gruppo medesimo:

Bayer pagherà 128 dollari per azione per monsanto, un premio del 44%, nell’ambito di un accordo completamente in contante, più dei 127,5 dollari per azione messi sul piatto la settimana scorsa. Bayer intende finanziare la transazione con una combinazione di debito e titoli (la parte in titoli, pari a circa 19 miliardi di dollari, sarà raccolta tramite l’emissione di obbligazioni a conversione obbligatoria e tramite un aumento di capitale con diritto di sottoscrizione).

Il prezzo finale è pari al 5% circa in più rispetto all’offerta originaria da 122 dollari presentata dal gruppo tedesco a maggio. Bayer prevede che l’operazione, già approvata dai consigli di amministrazione dei due gruppi, inciderà in positivo sull’utile per azione a partire dal primo anno pieno dopo la chiusura, prevista entro la fine del 2017, e ritiene di realizzare sinergie su costi e vendite per 1,5 miliardi di dollari a partire dal terzo anno pieno dopo la chiusura dell’accordo. Ulteriori sinergie sono attese per gli anni successivi, man mano che saranno messe a punto soluzioni integrate.

Nel caso in cui la transazione dovesse saltare, Bayer – che prevede di non modificare il piano per il pagamento di dividendi pari al 30-40% dell’utile – verserà una penale da 2 miliardi di dollari. L’accordo arriva dopo un’estate intensa, durante la quale l’amministratore delegato di Bayer, Werner Baumann, si è impegnato in prima persona per persuadere gli investitori, molti dei quali scettici sulla transazione, che il matrimonio con Monsanto avrebbe creato valore e sarebbe stato positivo per entrambi i gruppi.

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