Banche americane in piena austerity

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Bank of America, ha deciso di giocare d’anticipo. Brian Moynihan, il CEO, ha infatti alzato il velo su un piano di riduzione dei costi per ben cinque miliardi di dollari da qui al 2013.

Se la tempesta sull’euro e sull’azionario nel Vecchio Continente non dovesse finire in tempi brevi, è probabile che tra non molto molte banche europee, volenti o nolenti, dovranno annunciare nuove e massicce ricapitalizzazioni al fine di rafforzare la propria posizione patrimoniale.

Ma neanche in America le cose comunque vanno molto meglio visto che, ad esempio, gli analisti di Citigroup hanno annunciato un drastico taglio alle stime sugli utili di player di settore del calibro di JP Morgan e di Goldman Sachs.



TRIMESTRALE BANCHE USA APRILE-GIUGNO 2011

E visto che quello attuale è un pessimo periodo per svolgere un’attività come quella bancaria, un altro colosso del credito a stelle e strisce, Bank of America, ha deciso di giocare d’anticipo. Brian Moynihan, CEO di Bank of America, ha infatti alzato il velo su un piano di riduzione dei costi per ben cinque miliardi di dollari da qui al 2013.

TITOLI SETTORE BANCARIO BOCCIATI DA GOLDMAN SACHS

In Europa intanto cresce la paura legata ad un possibile default della Grecia; il Presidente della Bce Trichet proprio oggi ha tentato, invano, di rasserenare i mercati ritenendosi cautamente fiducioso sul fatto che il Governo ellenico possa rispettare gli impegni.

Ma si guarda in ogni caso con timore agli istituti di credito francesi, su tutti il Crèdit Agricole, Sociètè Gènèrale e Bnp Paribas, che potrebbero pagare a caro prezzo l’eventuale bancarotta greca in virtù della loro esposizione; al punto che Moody’s potrebbe essere pronta ad un abbassamento del loro rating. Il tutto anche perché un nuovo salvataggio in extremis della Grecia, nel corso delle prossime settimane, a detta di molti analisti andrebbe solo a spostare in avanti per il Paese ellenico un default sostanzialmente inevitabile.

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