Cda BPM smentisce correlazioni tra il documento di Repubblica e le promozioni

di Verna Vito Commenta

Una verifica interna alla Banca Popolare di Milano smentirebbe la veridicità dei fatti lasciati trapelare da Repubblica.

Nella tarda serata di ieri, in tutti i principali giornali online, si è tornato a parlare della spinosa questione delle promozioni pilotate all’interno della Banca Popolare di Milano tra il 2006 ed il 2011.

IL DOCUMENTO DI REPUBBLICA

Ciò è accaduto poiché il consiglio di amministrazione dell’istituto di credito milanese avrebbe deciso di commentare i risultati di una verifica interna, condotta su ordine del direttore generale Enzo Chiesa dalla direzione Risorse ed Organizzazione, proprio sul tema di cui sopra, arrivando a smentire qualsiasi correlazione tra il metodo indicato da Repubblica, affinché si riuscissero a stabilire criteri e prerequisiti che favorissero la promozione di alcuni a scapito di altri, e l’effettiva realtà delle cose, ribadendo come, nel periodo indagato, la quantità, la qualità e le modalità delle promozioni risultino in linea con quelle effettuate presso altri istituti bancari equiparabili.

AUMENTO DI CAPITALE E NUOVA GOVERNANCE BPM

In particolar modo si evincerebbe, dalla verifica interna condotta da Banca Popolare di Milano, come le decorrenze indicate da Repubblica non coincidano, o addirittura non siano inferiori, a quelle effettivamente adottate e che, comunque siano andate le cose, il personale appartenente alle categorie indicate avrebbe potuto subire un avanzamento o una gratifica ad personam soltanto dietro esplicito consenso del direttore del personale o, nei casi più importanti, del direttore generale che, tramite le proprie segreterie, comunicano, ancora una volta, di non essere mai stati al corrente del suddetto documento.

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