Fed e Bce, un mese importantissimo

di Carlo Valuta Commenta

Pil e lavoro, i dati italiani sono attesi al varco.

Sarà un mese delicatissimo per le Banche centrali. Ha inizio con l’attenzione puntata a dati importanti per l’Italia, alla prova delle rilevazioni su Pil e lavoro.

Il governo ha ottenuto, anche in sede di G20, che l’attenzione internazionale tornasse a concentrarsi sulla crescita e in questo senso l’esecutivo si sta muovendo per cercare di alleggerire il peso fiscale e stimolare la ripartenza. Il disegno allo studio del Tesoro è stato confermato dal viceministro dell’Economia, Enrico Morando, che ha spiegato ai media: il taglio dell’Irpef è fissato per il 2018, ma “non escluderei che sia possibile, se le cosse dovessero andare un pò per il verso giusto, anticipare iniziative che oggi programmiamo per il 2018 al 2017”.

Come accennato, però, gli investitori cercheranno di captare ulteriori segnali in vista delle riunioni della Federal Reserve (15-16 marzo) e della Bce (10 marzo): se dal primo lato si aspetta un rallentamento del rialzo dei tassi d’interesse, dal secondo si attendono nuovi stimoli con un ampliamento al piano d’acquisto di titoli di Stato. L’aspettativa nei confronti di Mario Draghi è elevata ed è possibile che le prossime sedute di Borsa si muovano al ritmo delle indicazioni e delle speculazioni sulle sue prossime mosse. L’ultima settimana di Piazza Affari è stata positiva: il Ftse Mib ha recuperato il 3,4% nell’ottava, grazie al recupero del comparto bancario e alla stabilizzazione del settore petrolifero.

Nella seduta di venerdì i prezzi del greggio hanno restaurato parte delle perdite grazie alla notizia di un prossimo incontro tra Paesi produttori; l’accordo raggiunto tra Arabia Saudita e Russia – per congelare la produzione ai livelli di gennaio – è naufragato sulla reticenza dell’Iran, che non vuole perdere l’occasione di tornare un protagonista del comparto. La vicenda ha dimostrato quanto sia difficile prevedere un taglio alla produzione, ma i mercati sono sensibili a qualsiasi spiraglio per ricoprirsi e tornare a far rialzare i prezzi del petrolio. Da monitorare anche la raffica di conti che verranno pubblicati da parte delle maggiori società del Ftse Mib.

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