Piazza Affari, il rimbalzo è guidato dalle banche

di Carlo Valuta Commenta

Gli acquisti piovono copiosi sul listino milanese, che conclude con un rialzo del 4,13%: molti titoli del settore finanziario vengono sospesi per eccesso di rialzo e l'indice di categoria arriva a salire dell'8,5%.

Le banche, dopo le vendite di ieri, conducono il rimbalzo di Piazza Affari, martedì unica borsa negativa in Europa (-1,57%): il piano di supporto al sistema del credito, mediante il Fondo Atlante, lascia aperti molti interrogativi, ma il direttore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi, spiega che”l’iniziativa darà sicurezza al sistema ed escluderà l’effetto domino”.

Gli acquisti piovono copiosi sul listino milanese, che conclude con un rialzo del 4,13%: molti titoli del settore finanziario vengono sospesi per eccesso di rialzo e l’indice di categoria arriva a salire dell’8,5%.

Bene anche tutti gli altri listini del Vecchio continente: Londra sale dell’1,93%,Francoforte del 2,71% e Parigi del 3,32%. Positiva Wall Street alla chiusura delle borse europee con l’indice Dow Jones che sale dello 0,9%, lo S&P500 dello 0,6%, mentre il Nasdaq avanza dell’1,3%.

L’euro chiude vicino ai minimi di seduta, scendendo sotto quota 1,13 a 1,1287 dollari, dopo aver oscillato tra un massimo di 1,1392 e un minimo di 1,1272 dollari. In calo anche l’euro/yen a 123,33. Il dollaro/yen si rafforza a 109,25. Lo spread è in calo a quota 117 punti base con i Btp decennali che rendono l’1,3%. Nel frattempo il Tesoro ha collocato tutti gli 8,25 miliardi di euro di Btp a 3,7,15 e 30 anni. Il rendimento medio del triennale è salito a 0,05% dal minimo storico di -0,05% toccato nell’asta di marzo; quello del 7 anni a 0,82% da 0,79%. In calo invece il tasso sul 15 anni a 1,71% da 1,84% del collocamento di marzo e quello del 30 anni a 1,43% dal 2,71% dell’asta di novembre.

A sostenere le quotazioni, già dalla prima mattina, era stato il segnale positivo mostrato dall’economia cinese, di concerto con il ritorno del petrolio che torna sui massimi da novembre. Il Fmi, invece, ha messo in guardia da Brexit e nazionalismi, ma rassicurato sulla ripresa economica: per quanto debole e frastagliata proseguirà. Nel 2017, l’unica grande economia in recessione potrebbe essere il Giappone. I mercati tirano quindi un sospiro di sollievo e guardano con maggior fiducia alle prossime settimane.

 

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