Il primo azionista di Bankitalia? Ancora una volta Intesa Sanpaolo

di Carlo Valuta Commenta

Successivamente alla promulgazione della legge, malgrado il progressivo alleggerimento, a oggi il gruppo è sempre saldo al primo posto con una partecipazione del 30,5%.

Quando mancano ormai cinque mesi dalla fine del periodo transitorio che sterilizzerà i diritti economici sulle quote eccedenti il 3%, ci sono ancora quattro partecipanti al capitale di Bankitalia.

Partecipanti con quote superiori alla soglia definita dagli organi legislativi. Il limite massimo del 3% alla quota detenibile da ciascun azionista, a livello individuale e consolidato, è stata fissata dalla legge numero 5 del 2014 avente come fine la riforma del capitale dell’Istituto centrale italiano con l’obiettivo, tra gli altri, di ampliare la platea dei partecipanti. A partire dal termine del periodo transitorio, che scadrà alle fine di quest’anno, per le quote possedute in eccesso non spetterà il diritto di voto e i relativi dividendi saranno imputati alle riserve statutarie della Banca.

Successivamente alla promulgazione della legge, malgrado il progressivo alleggerimento, a oggi il gruppo Intesa Sanpaolo è sempre saldo al primo posto con una partecipazione del 30,5%, incluso il 6,2% della Cassa di risparmio in Bologna, che si confronta col 36,5% del luglio 2013 e col 35,24% dello scorso aprile. Inoltre, dagli aggiornamenti pubblicati oggi da Via Nazionale emerge che, al 31 luglio, Unicredit si confermava al secondo posto col 17,88% (22,1% tre anni fa, 17,95% ad aprile). Stabili, invece, rispetto ad aprile, Generali Italia al 5,2% e Banca Carige al 4,03%. Solo la Cassa di Risparmio di Asti risulta ora largamente sotto la soglia, all’1,03% dal 3,03% di aprile.

La pattuglia dei primi azionisti è seguita da tre Casse di previdenza (Forense, Inarcassa, Enpam) che si sono posizionate sulla soglia del 3% ciascuna, essendo entrate lo scorso anno in compagnia di altri enti e fondazioni, e anche piccole banche, che hanno rilevato posizioni di minore entità. Complessivamente nel 2015 e nel primo quadrimestre di quest’anno le cessioni hanno interessato 47.066 quote pari al 15,7% del capitale: il 13,7% è stato acquisito da 50 nuovi soci, con l’albo che oggi conta 99 partecipanti ed è chiuso, come nel 2013 dalla Banca del Monte di Lucca, che detiene 2 quote.

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