Miglior trimestre della storia per Azimut

di ND82 Commenta

A Piazza Affari continua a brillare la stella del comparto del risparmio gestito che, dopo anni di delusioni e deflussi record, ha sperimentato una profonda ristrutturazione e un cambio di marcia sorprendente

A Piazza Affari continua a brillare la stella del comparto del risparmio gestito che, dopo anni di delusioni e deflussi record, ha sperimentato una profonda ristrutturazione e un cambio di marcia sorprendente. I principali titoli italiani del settore, ovvero Mediolanum, Azimut e Banca Generali, hanno realizzato performance spettaccolari in borsa durante lo scorso anno. Azimut raddoppia utili e dividendo 2012 evidenziando un bilanccio record, ma il trend ascendente non si ferma qui. Il primo trimestre del 2013 è stato il migliore della storia per Azimut sul piano della raccolta.

A marzo Azimut ha evidenziato una raccolta positiva pari a 175 milioni di euro, di cui 157 milioni di risparmio gestito. Nel primo trimestre del 2013 la raccolta totale è stata di 744 milioni di euro. Le masse complessivamente amministrate sono ora pari a 20,6 miliardi di euro (18,4 miliardi di amsse gestite). Da inizio anno è avvenuta una crescita del 5,4%. Pietro Giuliani, presidente e amministratore delegato di Azimut, ha espresso tutta la sua soddisfazione.

Giuliani sottolinea che “il dato di raccolta di marzo conferma il trend positivo di inizio anno”. Il ceo di Azimut ha aggiunto che il primo trimestre è stato il migliore della storia della società. Ieri il titolo in borsa ha guadagnato il 5,75% a 12,68 euro. Lo scorso 8 marzo i prezzi avevano toccato il massimo più alto di sempre a 14,18 euro, poi è iniziata una fase discendente per le prese di beneficio.

A inizio anno su Azimut target price alzato a 13€ da Goldman Sachs, ma in generale la view sul titolo in borsa resta molto positiva anche per quest’anno nonostante i record del 2012. Da un punto di vista tecnico, dopo aver trovato supporto in area 11,9 euro, i prezzi dovrebbero tornare presto sopra 13 euro e tentare un allungo decisivo verso 14,2 euro prima e 14,7 euro poi.

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