Finmeccanica scivola in Borsa. Belgio cancella commesse e chiede risarcimento

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Il titolo Finmeccanica scivola in Borsa e archivia la seduta del Ftse Mib in flessione del 5%, chiudendo a quota 4 euro. La notizia circolata ieri ha inciso profondamente sull’andamento del titolo, tra i più venduti a Piazza Affari: la compagnia ferroviaria belga Snbc, secondo quanto riportato dal quotidiano belga L’Echo, avvierà un’azione civile nel mese di settembre presso il tribunale di Utrecht per chiedere un risarcimento (stimato tra i 17 e i 26 milioni di euro) ad Ansaldobreda, produttrice dei treni ad alta velocità Fyra e controllata del gruppo Finmeccanica. La richiesta danni presentata dalle ferrovie del Belgio sarebbe motivata da presunti malfunzionamenti riscontrati sui treni modello V250, commissionati da Sncb per coprire la tratta Bruxelles-Amsterdam, poi sospesi dal servizio dall’autorità di controllo belga per problemi di sicurezza. Nel mese di maggio la Snbc aveva rescisso il contratto con Ansaldobreda, congelando la consegna di tre treni ad alta velocità. Olanda e Belgio hanno cancellato commesse del valore di circa mezzo miliardo per la fornitura di 19 treni Fyra V250, destinati a collegare le capitali dei due Paesi e che saranno sostituiti da modelli Bombardier costruiti in Germania.

Il gruppo Finmeccanica non ha rilasciato alcun commento ma la controversia, che si trascina ormai da tempo, sembra destinata protrarsi ancora per mesi. Ansaldobreda ha rigettato le accuse mosse dalle ferrovie di Belgio e Olanda e ha presentato un ricorso alla Corte d’appello di Arnhem contro una prima sentenza pronunciata dal tribunale di Utrecht, chiedendo una nuova relazione da parte di esperti indipendenti.

Ma i grattacapi non finiscono qui per Finmeccanica e non riguardano solo il comparto ferroviario. Il ministero della difesa russo ha annunciato di voler rinunciare all’acquisto di 35 elicotteri Aw-139 Agusta Westland appartenenti al gruppo Finmeccanica e già partner di Russia Helicopters nella jv Helivert) perché ritenuti troppo costosi. “Sono troppo cari, se vogliono far scendere il prezzo ne riparliamo”, ha spiegato Iuri Borisov.

Per il gruppo Finmeccanica si tratta di un danno economico ma, evidentemente, anche d’immagine.

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