Jp Morgan arriva al 10% di Telecom

di Carlo Valuta Commenta

Lo ha reso noto ieri un aggiornamento della Consob sulle posizioni rilevanti sottolineando che la banca d’affari americana ha effettuato la comunicazione venerdì 4 dicembre, su movimenti effettuati fino al 26 novembre scorso.

Procedono le operazioni su Telecom Italia in attesa dell’attesa assemblea degli azionisti martedì prossimo, 15 dicembre. JP Morgan ha una posizione lunga totale su Telecom Italia per il 10,134%, più che raddoppiata rispetto alla situazione precedente.

Lo ha reso noto ieri un aggiornamento della Consob sulle posizioni rilevanti sottolineando che la banca d’affari americana ha effettuato la comunicazione venerdì 4 dicembre, su movimenti effettuati fino al 26 novembre scorso.

La base di partenza era un pacchetto del 4,515% (“partecipazione effettiva”)  del capitale di Telecom Italia che, secondo gli analisti, dovrebbe essere riconducibile al convertendo di Telefonica in scadenza nel novembre 2016.

A questo si aggiunge ora una “partecipazione potenziale”, scrive Consob, del 2,461% e altre posizioni lunghe pari al 3,158%. L’autorità di controllo specifica nella nota che “la partecipazione potenziale è detenuta da JP Morgan Securities Plc e deriva da contratti di opzione call con regolamento fisico e possibilità di esercizio a differenti date fino al 7 luglio 2017. Le altri posizioni lunghe sono detenute e per il 3,153% da JP Morgan Securities Plc e per lo 0,005% da JP Morgan Whitefriars Inc”.

Oggi Mediobanca Seurities (rating outperform, target price 1,51 euro) sottolinea che la quota del 2,461% del pacchetto in mano a JP Morgan sono opzioni call di tipo americano, che possono essere esercitate in qualunque momento. Quindi anche prima dell’assemblea di Telecom Italia del 15 dicembre.

Nel frattempo, prendono il via le speculazioni: da fonti bancarie e di stampa si vocifera che sia l’imprenditore Xavier Niel a muovere dietro a JP Morgan per la metà del pacchetto, un 5% circa. L’imprenditore francese, patron del gruppo di tlc Iliad, ha in mano il 15,1% di Telecom (pacchetto di posizioni lunghe di tipo europeo, per il 10% esercitabili solo a scadenza, fra il 2016 e il 2017, in azioni Telecom Italia).

Se di fatto Niel possedesse opzioni call americane, potrebbe esercitarle prima dell’assemblea della settimana prossima per poter essere presente e votare. E verrebbe alla fine allo scoperto la sua posizione nei confronti del primo azionista attuale, Vivendi, con 20,1%.

 

 

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