Borsa, il crollo di Ferrari

di Carlo Valuta Commenta

Durante l'ultimo anno sotto il controllo di Fca il cavallino ha fatto registrare una crescita degli utili del 9% a 290 milioni di euro: agli azionisti sarà diffuso un dividendo di 0,46 euro per azione ordinaria. Appare soddisfatto il presidente Sergio Marchionne che agli analisti ha dichiarato: "Il livello di ordini è forte".

Ferrari crolla in Borsa a seguito della pubblicazione dei conti 2015 nel momento in cui anche Maranello ha realizzato guadagni pari a 2,85 miliardi di euro (2,45 miliardi nel 2014) con 7.664 auto consegnate (+6%).

Durante l’ultimo anno sotto il controllo di Fca il cavallino ha fatto registrare una crescita degli utili del 9% a 290 milioni di euro: agli azionisti sarà diffuso un dividendo di 0,46 euro per azione ordinaria. Appare soddisfatto il presidente Sergio Marchionne che agli analisti ha dichiarato: “Il livello di ordini è forte”.

Il mercato, tuttavia, non ha promosso le stime sull’intero 2016 che – di fatto – prevedono una crescita nulla con ricavi superiori a 2,9 miliardi di euro e 7.900 consegne incluse le supercar. L’ebitda rettificato è atteso a 770 milioni, mentre l’indebitamento netto dovrebbe essere inferiore a quello attuale “inclusa la distribuzione agli azionisti”.

Le stime indicate da Ferrari si declinano in un aumento delle vendite del 3%, ma a cambi costanti il calo è del 3% rispetto a due anni fa. Inoltre, l’aumento dei ricavi da veicoli e parti di ricambio è stato parzialmente compensato da un calo sui motori.

Il numero delle vetture consegnate alla rete “è stato trainato – spiega la casa di Maranello – da un aumento del 17% delle vendite dei modelli a 8 cilindri, in particolare la California T, la 458 Speciale A e la nuova 488 Gtb. Le consegne dei modelli a 12 cilindri, invece, hanno subito una flessione del 24%, in quanto la F12 berlinetta e la Ff sono giunte rispettivamente al quarto e quinto anno di commercializzazione e le consegne della F12 tdf sono iniziate nel mese di dicembre”.

Nel frattempo Americhe e Asia hanno registrato “una solida crescita su base annua”, pari rispettivamente al 2%, al 7% e al 26%. L’area Greater China ha subito una contrazione del 10% su base annua, con un’inversione di tendenza nel quarto trimestre (+7%) grazie al lancio del modello 488 Gtb.

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