Borse in crescita, grazie al sostegno dei dati macroeconomici

di Carlo Valuta Commenta

Giova la pubblicazione degli indici Pmi manifatturieri di ottobre negli Usa e in Europa. In entrambe le circostanze si è trattato di una lettura mediamente sopra le aspettative degli analisti.

I listini del Vecchio Continente hanno concluso la giornata di ieri attestandosi sopra la parità dopo una sessione caratterizzata dalla pubblicazione degli indici Pmi manifatturieri di ottobre, sia in Europa sia negli Stati Uniti.

In entrambe le circostanze si è trattato di una lettura mediamente sopra le aspettative degli analisti che ha spinto al rialzo le borse, seppur in una seduta che ha visto movimenti contenuti in entrambe le direzioni.

Già nella mattinata un primo spunto rialzista era arrivato dall’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona e dei rispettivi stati nazionali. Se a livello europeo l’indice Pmi manifatturiero si è attestato a 52,3 punti, in rialzo rispetto ai 52 punti di settembre, è stata l’Italia, insieme a Paesi Bassi e Austria, a segnare la maggiore espansione nel settore: l’indice si è attestato a 54,1 (52,7 punti a settembre).

Sono state meno brillanti, seppur sempre positive, le letture di Germania, Francia e Spagna, testimonianza dell’insufficienza delle manovre espansive messe in atto dalla Banca centrale europea. Il settore manifatturiero della locomotiva d’Europa ha rallentato a ottobre, meno delle attese, con l’indicatore a quota 52,1 (52,3 a settembre), mentre la Francia ha visto una lettura invariata rispetto al mese di settembre (50,6 punti), e la Spagna ha registrato un rallentamento della crescita dai 51,7 punti di settembre ai 51,3 punti di ottobre.

Luci e ombre, infine, sui dati sul settore manifatturiero degli Stati Uniti. Il Pmi manifatturiero di ottobre degli Stati Uniti si è attestato a 54,1 punti, in netto rialzo rispetto al dato definitivo di settembre a 53,1, sui massimi da sei mesi. Contestualmente anche le spese per le costruzioni sono cresciute, sui massimi del 2008 a 1.090 miliardi di dollari. Tuttavia l’indice Ism, un’altra misura dell’attività manifatturiera degli Usa, ha rallentato il passo espandendosi al ritmo più basso degli ultimi due anni. Il dato è stato in ogni caso migliore delle aspettative degli economisti.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>