Fiat, i diritti di recesso non sono un problema per la fusione con Chrysler

di Carlo Valuta Commenta

Dopo gli esiti parziali sull’esercizio del diritto di recesso dei soci per la fusione con Chrysler, che garantiscono a Fiat il compimento del processo il titolo guadagna il 3,29% a 7,68 euro.

Fiat assicura che non c’è alcun pericolo che possa saltare la fusione con Chrysler. “Anche se tutte le comunicazioni e conferme ancora da abbinare fossero abbinate – dice il Gruppo – il numero massimo di azioni per le quali il diritto di recesso è stato validamente esercitato comporterebbe una esposizione complessiva inferiore al limite” di 500 milioni.

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Il valore dei 500 milioni non è ancora stato sorpassato nell’operazione del diritto di recesso per la fusione con Chrysler da parte dei soci di Fiat. E’ quanto riportato in una nota del Lingotto in cui viene fissato che i dati conclusivi verranno resi ufficiali il prossimo 4 settembre.

“Sono lieto di questo risultato, attendiamo ora il completamento di questo progetto che è stato sul nostro tavolo sin dall’acquisizione della totalità del capitale di Chrysler”. Ha così commentato il presidente del Lingotto John Elkann in riferimento al  risultato parziale sull’esercizio del diritto di recesso per la fusione in Fca.

“Mi rassicura il fatto che la stragrande maggioranza dei nostri azionisti abbia scelto di continuare nel proprio impegno di azionisti fedeli”. Lo ha detto l’ad di Fiat Sergio Marchionne a commento dei primi dati sul diritto di recesso dei soci Fiat alla fusione con Chrysler in Fca. Secondo Marchionne “le recenti stravaganze dei mercati azionari e l’andamento delle azioni Fiat negli ultimi giorni hanno aggiunto a questo processo un grado di complessità inatteso e, a mio modo di vedere, ingiustificato”.

 

 

 

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