Grexit più vicina: crollano le Borse

di Carlo Valuta Commenta

Nel giorno in cui la Grecia ha deciso di non aprire Borsa e banche, i mercati sono travolti della vendite e in pochi minuti sono stati bruciati 340 miliardi.

La situazione vissuta nelle ultime ore in Grecia trafigge come una spada di Damocle le Borse europee e fa crescere a dismisura lo spread fra Btp e Bund tedeschi, che sul timore di un’uscita di Atene dalla moneta unica arriva a sfiorare quota 200 punti (197) prima di ricollocarsi in area 155, contro i 123 di venerdì scorso.

Il rendimento del debito italiano si aggira al 2,3%, salendo dunque ai massimi dall’inizio di novembre dello scorso anno: una corsa che potrebbe anche minare la tenuta dei conti italiani. Si pensi che 100 punti base si traducono in un aumento del costo del debito – per l’Italia – di circa 4 miliardi di euro l’anno.

Pertanto nel giorno in cui la Grecia ha deciso di non aprire Borsa e banche, i mercati sono travolti della vendite e in pochi minuti sono stati bruciati 340 miliardi. E così in quella che per l’indice Euro Stoxx 50 è la peggior giornata dal 2011, Piazza Affari perde il 4%, Londra cede l’1,8%, Francoforte il 3,4% e Parigi il 3,6%.

Atene rimane chiusa fino al 6 luglio, il giorno dopo il referendum indotto da Alexis Tsipras. A Milano tutti i titoli trattano in rosso, ma le vendite più pesanti colpiscono le banche con Mps in fondo al listino. Male anche i listini asiatici. Tokyo chiude a 2,9%, Sydney perde il 2,24%, Seul l’1,56%, Taipei il 2,40%, Singapore l’1,35%. Le cose vanno ancora peggio a Shanghai che già aveva registrato perdite nelle ultime due settimane. Nonostante un taglio a sorpresa dei tassi di interesse nel weekend, lo Shanghai Composite Index cede il 7,35%. Sotto pressione l’euro: la moneta unica è scesa ai minimi da un mese a 1,0955 dollari sui circuiti elettronici, contro 1,1165 dollari di venerdì, salvo poi risalire in area 1,112.

Gli addetti ai lavori sono coscienti che domani scade la rata da 1,6 miliardi di euro che la Grecia deve rimborsare al Fmi: il governo pare non essere in grado di pagare e ha indetto un referendum per domenica prossima sul nuovo piano di aiuti proposto dai creditori internazionali. Di fatto si troveranno a decidere tra una nuova ondata di austerity e l’addio all’euro. Un voto che sarà reso ancora più complicato dalla mancanza di soldi: il premier Tsipras ha garantito che pensioni e stipendi verranno pagati, ma dal primo luglio Atene non avrà più alcun sostegno dalla comunità internazionale.

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