Grecia, Tsipras chiude banche e Borsa

di Carlo Valuta Commenta

La drastica decisione di Tsipras. Il blocco potrebbe protrarsi sino al referendum.

Quello in corso in Grecia è un lunedì anomalo. La Borsa e le banche sono chiuse. Si tratta di un blocco che potrebbe durare fino al 5 luglio, giorno previsto per il referendum sul piano di aiuti, in agenda domenica prossima.

Il Consiglio per la stabilità finanziaria greco, nello specifico, ha raccomandato la chiusura delle banche per i prossimi sei giorni lavorativi. In virtù dell’indicazione, le banche dovrebbero dunque riaprire martedì 7 luglio: lo stop dovrebbe includere anche lunedì 6 luglio, giorno successivo alle consultazioni popolari. Da martedì in poi, i cittadini greci potranno prelevare un massimo di 60 euro al bancomat. Gli stranieri potranno invece prelevare il massimo previsto dalle loro banche. Intanto inizieranno i controlli sui capitali.

E’ questa la decisione del governo nel corso di una riunione d’urgenza. “E’ quanto ha raccomandato la Banca di Grecia” ha detto il premier Alexis Tsipras, spiegando poi di essere ancora in attesa di una risposta dai creditori alla richiesta di proroga del piano di aiuti fino al referendum: “La Bce potrebbe garantire più liquidità già da stasera. Ma né loro né altri potranno impedire il voto di domenica. I soldi, gli stipendi e le pensioni dei greci sono al sicuro”. Il leader dell’opposizione, Antonis Samaras, tuttavia, chiede a Tsipras un passo indietro revocando il referendum e formando un governo di unità nazionale. La Banca centrale della vicina Macedonia ha adottato misure di precauzione per evitare speculazioni.

Al fine di tenere aperte le banche non è quindi bastato che la Bce decidesse di mantenere al livello attuale di 89 miliardi i fondi di emergenza Ela alle banche greche. “Continuiamo a lavorare in stretta collaborazione con la Banca di Grecia – ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi – e approviamo con vigore l’impegno dei Paesi membri ad assumere le iniziative necessarie a gestire le fragilità delle economie dell’area euro”.

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