Poste Italiane smentisce il taglio di 20.000 dipendenti

di Carlo Valuta Commenta

Preoccupata la Cisl, che teme anche una cessione di un 'pezzo di Poste' per fare cassa.

In atto, presso Poste Italiane, c’è un nuovo piano industriale che va definendosi ora dopo ora. A lavorarci è l’Amministratore Delegato Francesco Caio. Ultimamente, alcune indiscrezioni della stampa hanno lasciato intendere che il piano industriale di Caio apporterà tagli a 17.000/20.000 dipendenti in esubero. 

Ma Poste Italiane, in una nota, afferma che si tratta di una notizia falsa e fondata su numeri immaginari. Numeri che creano solo allarmismi e inutili incertezze all’interno dei settori aziendali:

Leggiamo notizie relative al piano industriale di Poste con numeri immaginari che creano solo inutili incertezze e allarmismi all’interno dell’azienda. Quando il piano, orientato alla crescita e allo sviluppo del gruppo in un momento di forte competitività dei mercati, sarà definito nei dettagli verrà presentato ai sindacati in un confronto sereno e costruttivo.

Si legge ancora nella nota di Poste Italiane:

Quando il piano, orientato alla crescita e allo sviluppo del Gruppo in un momento di forte competitività dei mercati, sarà definito nei dettagli verrà presentato ai sindacati in un confronto sereno e costruttivo.

Immediata, dopo le indiscrezioni giornalistiche, è stata la reazione della Cisl e del segretario Petitto. La Cisl, infatti, rappresenta il 52% dei dipendenti di Poste Italiane e si è detta preoccupata per la notizia ricevuta.

Petitto ha chiesto al segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, aiuto per le prossime battaglie contro l’azienda. Soffermandosi poi sulla privatizzazione della stessa, Petitto ha dichiarato che nel progetto che sembra delinearsi è stata depennata dall’esecutivo (per l’esattezza dal Ministero del Tesoro) la quotazione come ragionata col governo Letta, con l’azionariato ai dipendenti. Bisogna cedere un pezzo di Poste per ‘Fare cassa’? Questa è la paura di Cisl.

 

 

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