Ilva, settimana decisiva

di Redazione Commenta

Quella apertasi oggi sarà una settimana delicata per l’Ilva. Non sembrano esserci ancora soluzioni per la crisi che attanaglia l’acciaieria tarantina.

Eppure, sono state molti i provvedimenti normativi varati durante gli ultimi due anni. Da ultimo, registriamo l’ennesimo decreto varato un mese fa. A partire da oggi, in ogni caso, sarà opportuno capire come evolve la situazione e come può verificarsi la ripresa dell’azienda.

Sono quattro i temi all’ordine del giorno.

Il primo step concerne la formale ammissione dell’Ilva all’amministrazione straordinaria con la legge Marzano. È attesa a stretto giro dopo che il commissario Piero Gnudi ha esposto nei giorni scorsi istanza al Mise e al Tribunale di Milano. L’amministrazione straordinaria è prevista dal decreto legge ora in Senato e di fatto certifica la pesante esposizione dell’azienda verso banche e fornitori. Solo verso gli istituti di credito, ci sono 1,4 miliardi. Ai commissari spetterà il compito di redigere il piano di risanamento e rilancio dell’azienda.

Il secondo tema importante concerne la cassa integrazione. Domani sera l’Ilva incontrerà i sindacati metalmeccanici e avanzerà la richiesta per tutto il gruppo. Per Taranto si contempla un ricorso massimo alla cassa per 5mila unità a rotazione. Numero più alto in confronto ai contratti di solidarietà, sottoscritti per 3500 unità negli ultimi due anni ma in realtà utilizzati per una fascia compresa tra le 1200 e le 1800. E proprio questo particolare induce a ritenere che la base di partenza della cassa integrazione è sì cinquemila unità ma poi la cifra reale la determineranno l’andamento della trattativa, l’accordo con i sindacati e le esigenze di gestione del siderurgico. I sindacati hanno però chiesto che l’Ilva continui ad usare i contratti di solidarietà anche con l’amministrazione straordinaria.

La terza questione riguarda l’indotto. La settimana che si è conclusa ha registrato le proteste delle imprese e dei lavoratori, quest’ultimi con blocchi stradali. Il timore di entrambi è che l’Ilva in amministrazione straordinaria non liquidi più o lo faccia solo in parte i crediti delle imprese appaltatrici, che per Taranto significano circa 150 milioni.

Quarto e ultimo punto, il decreto legge della vigilia di Natale relativo all’Ilva e Taranto. Le commissioni Industria e Ambiente del Senato porteranno a compimento le audizioni informali (dovrebbero essere ascoltati gruppo Riva e Cassa Depositi e Prestiti), dopodichè, tra martedì e mercoledì, metteranno mano agli emendamenti. Almeno un paio riguarderanno l’Ilva.

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