Ilva, settimana decisiva

di Carlo Valuta Commenta

Quella apertasi oggi sarà una settimana delicata per l’Ilva. Non sembrano esserci ancora soluzioni per la crisi che attanaglia l’acciaieria tarantina.

Eppure, sono state molti i provvedimenti normativi varati durante gli ultimi due anni. Da ultimo, registriamo l’ennesimo decreto varato un mese fa. A partire da oggi, in ogni caso, sarà opportuno capire come evolve la situazione e come può verificarsi la ripresa dell’azienda.

Sono quattro i temi all’ordine del giorno.

Il primo step concerne la formale ammissione dell’Ilva all’amministrazione straordinaria con la legge Marzano. È attesa a stretto giro dopo che il commissario Piero Gnudi ha esposto nei giorni scorsi istanza al Mise e al Tribunale di Milano. L’amministrazione straordinaria è prevista dal decreto legge ora in Senato e di fatto certifica la pesante esposizione dell’azienda verso banche e fornitori. Solo verso gli istituti di credito, ci sono 1,4 miliardi. Ai commissari spetterà il compito di redigere il piano di risanamento e rilancio dell’azienda.

Il secondo tema importante concerne la cassa integrazione. Domani sera l’Ilva incontrerà i sindacati metalmeccanici e avanzerà la richiesta per tutto il gruppo. Per Taranto si contempla un ricorso massimo alla cassa per 5mila unità a rotazione. Numero più alto in confronto ai contratti di solidarietà, sottoscritti per 3500 unità negli ultimi due anni ma in realtà utilizzati per una fascia compresa tra le 1200 e le 1800. E proprio questo particolare induce a ritenere che la base di partenza della cassa integrazione è sì cinquemila unità ma poi la cifra reale la determineranno l’andamento della trattativa, l’accordo con i sindacati e le esigenze di gestione del siderurgico. I sindacati hanno però chiesto che l’Ilva continui ad usare i contratti di solidarietà anche con l’amministrazione straordinaria.

La terza questione riguarda l’indotto. La settimana che si è conclusa ha registrato le proteste delle imprese e dei lavoratori, quest’ultimi con blocchi stradali. Il timore di entrambi è che l’Ilva in amministrazione straordinaria non liquidi più o lo faccia solo in parte i crediti delle imprese appaltatrici, che per Taranto significano circa 150 milioni.

Quarto e ultimo punto, il decreto legge della vigilia di Natale relativo all’Ilva e Taranto. Le commissioni Industria e Ambiente del Senato porteranno a compimento le audizioni informali (dovrebbero essere ascoltati gruppo Riva e Cassa Depositi e Prestiti), dopodichè, tra martedì e mercoledì, metteranno mano agli emendamenti. Almeno un paio riguarderanno l’Ilva.

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