Il mercato immobiliare e le alternative di investimento: il punto di Geneve Invest

di Camillo Commenta

crollo-immobiliareIl mercato immobiliare italiano ha da sempre, all’interno del contesto europeo, una storia a sè.

Dal punto di vista culturale le famiglie in Italia hanno sempre investito sul mattone, simbolo di sicurezza e certezza di redditività, un affare da toccare con mano che nel nostro paese ha rappresentato una priorità assoluta dal dopoguerra ad oggi.

Se per un periodo di tempo molto consistente, che potremmo chiudere intorno al 1996, l’investimento immobiliare rappresentava in effetti una scelta saggia, gli attuali equilibri di mercato mostrano invece come l’acquisto di beni immobili significhi oggi esporre ad un rischio considerevole il proprio capitale.

 

Dati alla mano, la Banca Centrale Europea nel suo bollettino periodico dello scorso luglio, stima al 4,6 % il calo dei valori immobiliari in Italia per l’ultimo trimestre del 2012 (rispetto al periodo analogo del 2011), una percentuale che peggiora il trend negativo, che nel terzo trimestre 2012, sempre secondo i dati della BCE, aveva fatto registrare una svalutazione dei beni immobili italiani pari al 3,8%.

Fra le ragioni di questo crollo vi è innanzittuo la preoccupazione dei risparmiatori italiani rispetto al posto di lavoro, e la conseguente decisione di tenere fermi i capitali o di investirli in strumenti finanziari a più alto rendimento. C’è poi la posizione delle banche, che hanno bloccato i rubinetti del credito, dimezzando di oltre il 70% (stima Agenzia delle Entrate) l’erogazione di mutui nel 2012, e la famigerata tassa IMU, che ha scoraggiato i compratori, abbattuto i prezzi di vendita ed aumentato il numero di immobili sul mercato (con altissime percentuali di invenduto o tempi di trattativa triplicati rispetto alle medie standard).

A ciò va ad aggiungersi un netto disallineamento del valore degli immobili rispetto al reddito reale percepito oggi in Italia, un elemento centrale nel calo del mattone, che rende gli immobili fuori dalla portata di molti, anche di quelli che una volta riuscivano, con i dovuti sacrifici, ad assicurarsi un tetto: insomma, la sensazione è che se anche un giorno dovesse tornare la fiducia, il reddito medio non sarebbe sufficiente per acquistare un immobile, nemmeno per quelle categorie di persone che fino a poco tempo fa riuscivano invece ad operare un investimento di prospettiva.

Vendesi-Affittasi-cartelli

A chiudere il quadro di un momento terribile per il comparto ci pensa il report elaborato dall’Agenzia delle Entrate in merito alle compravendite. Nella Nota Trimestrale sull’andamento del mercato immobiliare nel quarto trimestre 2013, l’Ufficio Statistiche e Studi della Direzione Centrale del Ministero dell’Economia e l’Osservatorio Mercato Immobiliare e Servizi Estimativi descrivono un calo degli scambi rispetto al IV trimestre 2012 pari al -7,5 %, un numero che si accumula ad una descrescita tendenziale in progressione da oltre un quadriennio.

Per contrastare il trend negativo del mercato di immobili e trovare soluzioni dinamiche alla necessità di investire i capitali, sono sempre di più gli investitori che hanno deciso di guardarsi intorno e valutare forme di investimento differenti. L’obiettivo è quello di individuare una soluzione in grado di sostituire il mattone, una base alternativa che permetta di rintracciare le medesime caratteristiche ricercate da chi si muove usualmente verso l’investimento: sicurezza del capitale e rendita costante.

In questo senso gli investitori più attenti si stanno progressivamente indirizzando verso soluzioni di tipo obbligazionario, asset class che permette di ragionare in un’ottica di rendimento continua mantenendo un basso profilo di rischio. La possibilità di operare in sicurezza, andando a costruire un ventaglio di strumenti ben diversificato, sta infatti modificando le abitudini degli investitori italiani, che decidono ormai sempre più spesso di allocare il proprio patrimonio in strumenti a tasso fisso.

In grande crescita è anche la richiesta di servizi di private banking, in particolare se offerti da intermediari indipendenti: per chi è alla ricerca di strategie di

investimento condivise e sviluppate a livello individuale questa opzione è in qualche misura, obbligata. Solo una capacitá operativa di questo genere è infatti in grado di seguire il cliente liberi dalle logiche di profitto comuni ai grandi istituti.

Di particolare interesse risulta l’offerta di Genève Invest, intermediario indipendente svizzero specializzato in ambito obbligazionario ed in grado di seguire i propri clienti in maniera libera, fuori dalle logiche di profitto comuni ai grandi istituti bancari. La società in questione offre la costituzione di portafogli individuali composti da obbligazioni selezionate, permettendo anche l’accesso a quegli strumenti di norma destinati agli investitori istituzionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>