Rating Italia resta BBB secondo l’agenzia cinese Dagong

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L’agenzia di rating cinese Dagong sbarca in Italia e inaugura la propria sede europea a Milano. In questa occasione Guan Jianzhong, presidente della Dagong Global Credit Rating, ha parlato anche del giudizio attribuito all’Italia, che resta sempre “BBB”

L’agenzia di rating cinese Dagong sbarca in Italia e inaugura la propria sede europea a Milano. In questa occasione Guan Jianzhong, presidente della Dagong Global Credit Rating, ha parlato anche del giudizio attribuito all’Italia, che resta sempre “BBB” con outlook negativo per i prossimi trimestri. Il numero uno di Dagong ha sottolineato che non esiste alcuna probabilità di un miglioramento del rating dell’Italia, in quanto il paese ha un’economia stagnante e non ci sono le condizioni per una svolta a causa della mancanza di riforme strutturali.

Dagong ha ottenuto l’autorizzzazione per emettere i rating in Europa dall’Esma (European securities and markets authority) lo scorso 13 giugno. Il numero uno dell’agenzia cinese ha sottolineato le difficoltà economiche dell’Italia, escludendo un upgrade nei prossimi mesi. Dagong bocciò l’Italia a “BBB” da “A” nell’agosto 2011, quando il downgrade fu giustificato dalla debolezza dell’economia e dall’aumento dei rischi nel settore bancario domestico.

Il giudizio assegnato da Dagong è più basso rispetto a quelle fissato dalle tre più importanti e conosciute agenzie di rating internazionali. Infatti, Standard & Poor’s e Fitch valutano l’Italia con il rating “BBB+”, mentre Moody’s con il giudizio “Baa2”, appena due livelli sopra la soglia non-investment grade, nota anche come “junk” (spazzatura). Se l’Italia dovesse essere retrocessa al livello junk, rischierebbe un pericoloso sell-off dei titoli di stato.

RISULTATI ASTA BTP 27 GIUGNO 2013

Infatti molti fondi pensione, compagnie assicurative e fondi di investimento devono mantenere in portafoglio, per statuto, soltanto asset con valutazione investment grade per non mettere a repentaglio il denaro dei propri clienti in titoli troppo rischiosi. Intanto lo spread Btp-Bund continua a muoversi sopra 270 punti base, ma meno dei 311 punti della scorsa settimana (top degli ultimi 5 mesi). Piazza Affari, invece, ha chiuso il mese di giugno con una flessione dell’11,5%. Ieri, però, l’indice azionario FTSE MIB ha guadagnato l’1,45% a 15.460 punti.

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