Cosa serve all’Italia per uscire dalla crisi economica

di Carlo Valuta Commenta

L’Istat conferma una nuova contrazione dello 0,2% rispetto al trimestre precedente dell’economia italiana nel secondo trimestre del 2014. L’Italia è di fatto in recessione.

Intanto  il tasso di disoccupazione è nuovamente aumentato al 12,6% a luglio, dopo l’ avanzamento di giugno, e l’ andamento dei prezzi è passato in deflazione per la prima volta in 55 anni di storia.

Sulla condizione pessima  dell’economia italiana ha ritenuto opportuno dire la sua anche il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi, che intervenendo al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini ha spiegato : “La situazione economica  è drammatica. Serve un progetto per questo Paese, una volta per tutte dobbiamo pensare chi vogliamo essere, cosa vogliamo diventare”. E di seguito ha lanciato il suo allarme: “Dobbiamo far ripartire le imprese perchè senza le imprese, non c’è un salto in avanti né in economia né a livello sociale”. Quanto alla dinamica del Pil, per Squinzi “l’Italia da 20 anni vive sopra i propri mezzi e possibilità, disperde ricchezza. Perché così stiamo riducendo il nostro livello di vita. Il Pil continua a scendere, e anche nel 2014 a meno di un miracolo, avremo un altro dato negativo come nel 2012 e 2013, magari meno pesante”.

Le riforme politiche aumenteranno la credibilità degli investitori sull’Italia

Ritornando ai dati Istat, l’evoluzione del Pil acquisito per il 2014 è del -0,2%: così si muoverebbe l’economia italiana se nei prossimi trimestri ci fossero variazioni congiunturali inefficaci. Disgiungendo il Prodotto nelle sue parti, l’Istat mette in risalto che “il calo congiunturale”, cioè riguardo al periodo gennaio-marzo, “è la sintesi di andamenti negativi del valore aggiunto in tutti i principali comparti.

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